sabato 16 aprile 2011

La zanzara nel tritacarne

§Teledipendenze§

In un'epoca in cui i brand names sono quelli che fanno vendere i giornali e fanno "audience" in tv, perché si portano dietro un seguito di fan e quindi di pubblico (vedi il caso Saviano ma non solo), non stupisce che attorno a Giuseppe Cruciani, noto conduttore e giornalista radiofonico, noto al pubblico per il suo irriverente programma "la zanzara" dove mette alla berlina volti noti del mondo della politica, sia stato costruito un programma tv con simile profilo.
Il Tritacarne ha esattamente lo stesso intento che ha "la zanzara" tanto che il programma radiofonico serve come serbatoio da cui attingere per realizzare quello televisivo. L'archivio sonoro di sua stessa produzione viene usato da Cruciani per decostruire, o meglio tritare gli ospiti televisivi assenti (nella prima puntata De Magistris e la Santanché) ma radiofonicamente presenti.



Forse più interessante del programma vero e proprio è stata la campagna promozionale in cui Cruciani, novello Dexter, si presenta al pubblico come il macellaio di turno che mette nel tritacarne i suoi ospiti perchè solo "facendo a pezzi" una persona la si può conoscere veramente.

La star radiofonica si trasforma in un serial killer televisivo al contrario di quanto suggeriva il famoso refrain "Tv killed the radio star". In questo caso il brand name passa dall'etere, allo schermo, fino alla rete (current è vista soprattutto online) mantenendo la propria aura di celebrity e potenziandola a ogni passaggio.

Non c'è dubbio che dopo i fallimentari tentativi di Complotti e Controcampo Cruciani abbia trovato un format adatto a sfruttare il personaggio radiofonico che ha cstruito negli anni.

Date un'occhiata a uno degli spot e se volete vedere l'intera campagna e la prima puntata del tritacarne...voltate pagina!. ...Il secondo spot e la prima puntata.... Continua...Read more!

venerdì 15 aprile 2011

Quando l'uomo è il messaggio

§Eroi e antieroi§

Nel 2009 Vittorio Arrigoni è stato tra i vincitori del Premio Marconi assegnato ogni anno ai migliori "comunicatori" a livello nazionale e internazionale. Al momento della consegna del premio si trovava a Gaza, molte altre volte, e tentava inutilmente, come molte altre volte, di rientrare in Italia.

Il pubblico era particolarmente variegato quell'anno, come lo erano gli intenti e i profili dei progetti premiati, eppure mi ricordo un comune silenzio di fronte al videomessaggio che Vittorio aveva fatto arrivare da Gaza e che apriva uno squarcio su quello che stava accadendo intorno a lui. Qualcosa che nonostante la distanza ci riguardava.
Con gli occhi ancora pieni di quelle immagini avevamo intravisto la mamma di Vittorio salire sul palco a ritirare il premio a nome di suo figlio, l'avevamo ascoltata ringraziare, ma soprattutto l'avevamo sentita pronunciare parole semplici e dirette "spero di vedere presto tornare mio figlio". Una mamma tra le mamme che aspettano, giorno dopo giorno, di ricevere un messaggio che dia la forza di continuare a sperare che qualcosa cambi in meglio e presto.

Per noi esterni, salvi dal dolore e dall'orrore vuoto dell'attesa, era chiaro che Vittorio era quel messaggio.
I suoi racconti da Gaza, voce ferma e alta sopra gli spari, i crolli, le grida, raccontavano che il mondo poteva e doveva essere diverso. Che si poteva e si doveva cambiare.
Restiamo umani. Era l'adagio con cui "firmava" i suoi videoraccnti per il Manifesto e il suo blog. Più importante di trasmettere il suo nome, la sua presenza, era per lui trasmettere quel messaggio.
Ma lui era quel messaggio. Perché se poteva restare umano lui, in mezzo a tante cose disumane, chi lo sentiva raccontare di quelle cose disumane aveva il dovere di restare umano. Di ricordarsi della natura dell'uomo che va oltre "i confini, le barriere, le bandiere, perché apparteniamo tutti indipendentemente dalle latitudini, dalle longitudini, a una stessa famiglia che è la famiglia umana".
E quando l'uomo è il messaggio puoi solo ringraziare di averlo incontrato sulla tua strada.
Restiamo umani, Vittorio.
Restiamo umani.
Ascolta la voce di Vittorio da Gaza. Leggi il libro Restiamo Umani. Continua...Read more!

giovedì 30 dicembre 2010

Boney M canta Anna dai capelli rossi

§Eroi e antieroi§
Leggendo il giornale della mattina uno dei titoli era "Daddy Cool" è morto.
Un titolo perfetto giornalisticamente parlando. Breve, incisivo, dà la notizia ed è pure ironico.
Un po' come "Figlio uccide madre schizofrenica"
Di nuovo un titolo breve ed esaustivo.
Giornalisticamente parlando.
Ma umanamente cosa ci lascia?
LA notizia resta: il cantante dei Boney M ha smesso di cantare su questa terra per andare a ballare e scatenrarsi da un'altra parte.
Ammetto che quando mi hanno detto è morto il cantante dei Boney M la mia reazione è stata...Boney M chi?

Per farmi ricordare il gruppo mi hanno fatto vedere questo video:
Rivers of Babylon

Ancora non avevo in mente l'immagine dei Boney M quello che mi era chiaro però che evidentemente l'avevano in mente i compositori della sigla di Anna dai capelli rossi perché è IDENTICA.

Provate a cliccare qui per credere!

Un omaggio voluto?

Intanto per ricordare degnamente, ovvero con il gusto iper pop che li distingueva, i Boney M girate pagina...

. e riascoltate la loro canzone più famosa
Daddy cool in una recentissima esibizione ai migliori anni...
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giovedì 23 dicembre 2010

Gennaio un mese "animato"

§Japan Style§

E' ufficiale.
Una delle pietre miliari della mia infanzia sta per uscire...al cinema! Il 28 di gennaio Yattaman anzi Yatterman (Tatsunoko Production) sarà proiettato in alcune selezionate sale italiane per poi uscire in dvd...
Due emozioni contrastanti mi attanagliano:
da una parte la curiosità di vedere le immagini che hanno accompagnato tanti dopo-scuola prendere corpo come in questo pseudo trailer italian style...dall'altra il terrore di vedere l'ennesimo live action giapponese devastato dal doppiaggio italiano...vedi Shaolin Soccer
E quindi quale delle due?

Nel frattempo ricevo notizia che il geniale romanzo Battle Royale di Koushun Takami, poi diventato manga grazie alla matita di Masayuki Taguchi, avrà uno spin off disegnato da Mioko Ōnishi e scritto dal geniale Takami. In Giappone spinoff Battle Royale: Tenshi-tachi no Kokkyō dovrebbe uscire l'11 gennaio 2011...vi ricorda qualcosa questa data?Se non avete mai sentito parlare di Battle Royale meritate senz'altro di essere deportati sulla misteriosa isola in cui si svolge la battaglia mortale insieme agli studenti protagonisti...



Battle Royale è un incubo in cui lo splatter diventa la nuova soglia del sublime, uno psico-thriller che mette a nudo i meandri più oscuri della mente umana disegnando una farsa così sofisticata che asciuga le risate sulle labbra, un soggetto che rasenta l'assurdo eppure riesce a regalare una rappresentazione al vetriolo della gioventù giapponese, ma anche della più classica e sulla carta rassicurante delle istituzioni educative: la scuola. Il riferimento al Signore delle mosche è scontato, ma quello ad Arancia Meccanica è d'obbligo. Del resto una storia che si presenta con la frase "avete mai ucciso il vostro migliore amico?" da già una discreta indicazione di dove si sta andando a parare...Dunque correte a comprarvi il libro e/o il manga! Per i più pigri...potete recuperare guardandovi lo splatterissimo film di Kinji Fukasaku e con Takeshi Kitano (qui nel ruolo che tutti i professori italiani e non vorrebbero interpretare almeno una volta nella vita!) oppure...voltate pagina!Ecco in breve trama e caratteristiche di uno dei romanzi/manga/film più controversi degli anni Novanta: per disciplinare gli adolescenti della Repubblica della Grande Asia (localizzato geograficamente Giappone "reale"), considerati troppo ribelli, viene emanato il Battle Royale Act: ogni anno una scolaresca viene estratta a sorte e mandata su un'isola deserta. Sorvegliati dai professori e da un nucleo militare, gli studenti sono obbligati a partecipare alla Battle Royale, ovvero uno scontro all'ultimo sangue che si gioca all'interno dell'enorme e ostile foresta che ricopre l'isola. Scopo del gioco: eliminare tutti gli altri entro tre giorni. Regole: nessuna...Deve rimanere un solo superstite, l'unico che potrà tornare a casa. Per costringerli a partecipare, tra i vari espedienti c'è un collare che fornisce al centro di controllo la posizione degli studenti e che esplode in caso di fuga o di ammutinamento. Ai partecipanti è fornita un'arma con criteri assolutamente casuali (dalle mitragliatrici ai coperchi di pentola), in modo da uniformare, affidandole completamente al caso, le possibilità di sopravvivenza. Dopo l'iniziale resistenza (e il primo morto ad opera del comandante dell'operazione il professor Yonemi Kamon) i giovani protagonisti si lanciano nel gioco seguendo approcci differenti: ai "ribelli" che tentano con ogni mezzo, ma con scarso successo, di sabotare il gioco si oppongono i killer che hanno deciso di fare di tutto per sopravvivere. Inutile dire che la bilancia pende a favore di questi ultimi, anche grazie alla presenza dello spietato Kazuo Kiriyama, che mette la sua incredibile intelligenza al servizio della Battaglia Reale e della bellissima, e altrettanto spietata Mitsuko Soma. Sul fronte opposto si schierano Shuya Nanahara, amante del rock e dunque per sua stessa natura ribelle, Shogo Kawada, che si dice essere sopravvissuto alla precedente edizione grazie a una misteriosa via di fuga e Noriko Nakagawa, studentessa solo apparentemente "normale". Lo sgangherato trio dovrà convincere gli altri a entrare tra le fila dei ribelli...ma le perdite sul campo renderanno la cosa sempre più difficile...e poi siamo davvero sicuri che ci sia una via di fuga?
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mercoledì 22 dicembre 2010

Uccidimi, per favore

§Eroi e antieroi§
Grazie (si fa per dire) al decreto "mille proroghe" presto i biglietti dei cinema saranno più cari. Per la precisione il biglietto medio salirà a 8,50 €, che passerebbero a 11 € in caso di proiezioni in 3D. Il diritto di prenotazione per chi sceglie di assicurarsi un posto in sala aggiunge un ulteriore euro.

Eppure ci sono film che varranno comunque il prezzo di questi biglietti "maggiorati".
Uno di questi è Kill me please diretto da Olias Barco, e con Aurélien Recoing, Benoît Poelvoorde, Muriel Bersy, Nicolas Buysse e Ingrid Heiderscheidt.


Fotografia sgranata ma con un bianco e nero luminoso. Tono sempre in bilico tra il caustico e il commovente.
Con un tocco "sporco" e senza facili moralismi, Barco racconta la morte e i suoi tabù. In particolare uno fra tutti. Il suicidio.
E lo fa attraverso la storia di un uomo che si intreccia con quella di molti altri, la storia del Dottor Kruger, direttore di una clinica più segreta di un fight club, perché rintracciabile solo su Internet e sperduta in mezzo a montagne gelide di neve. Una clinica odiata e disprezzata eppure sovvenzionata dal governo Belga.
Perché nonostante la sua natura grottesca, questa clinica che offre assistenza ad aspiranti suicidi, senza cercare di convincerli a tutti costi a vivere, ma anzi garantendo loro una morte dignitosa, contribuisce a contenere uno dei grandi costi che lo stato deve affrontare: il costo dei suicidi. Appunto.
Secondo uno studio canadese ogni suicidio costa allo stato 850,000 dollari. Moltiplicate questa cifra per 1 milione di suicidi, ogni anno e avrete la facile risposta alla domanda spontanea "come è possibile che il governo finanzi una clinica che aiuta chi ha deciso di farla finita?"
Secondo il Dottor Kruger, anche il diritto alla morte un giorno sarà sancito dalla Costituzione. Nel frattempo lui anticipa i tempi.

La cosa interessante è che non è semplicemente una clinica di morte. Kruger e i suoi collaboratori studiano attentamente le molle dell'autodistruzione nella speranza un giorno di imparare come non farle scattare o come premere i tasti giusti per controllarle. Con onestà intellettuale però prevedono la sconfitta e dunque promettono di garantire ai loro "pazienti" visitatori una morte assistita e dignitosa.

La Archibald Enterprise Film ha deciso coraggiosamente di distribuire il film in Italia che uscirà forse il 14 gennaio 2011.
Che dire. Non vedo l'ora di spendere i miei soldi per vederlo nella versione italiana.

E se volete vedere il trailer, voltate pagina!
Ecco alcune scene di Kill me please Continua...Read more!

martedì 21 dicembre 2010

E dopo Snoopy...Whatsit!

§Matite colorate§
Credevo non fosse possibile dopo Snoopy amare alla follia un altro cucciolo animato...
come reggere il paragone con il bracchetto che in bilico sul tetto della sua cuccia batte sui tasti della sua macchina da scrivere "era una notte buia e tempestosa..."?

Eppure mi è successo. Ed è stato per puro caso. La segnalazione di un amico mi ha fatto incontrare un nuovo cucciolo animato tra le pagine di Rita e Whatsit.

Rita è una bambina con una personalità "ingombrante". Whatsit è un cane senza nome (whatsit infatti è il calco francese dall'inglese per dire "cos'è") che parla solo quando è assolutamente necessario. Rita è spesso di cattivo umore. Whatsit è pigro e tranquillo.


Rita è iperattiva e confusionaria. Whatsit ama giocare a scacchi e la speculazione filosofica.
la storia di questi due improbabili eppure perfetti amici è raccontata in una serie di 12 libri scritti e disegnati dai francesi Jean-Philippe Arrou-Vignod e Olivier Tallec.
Il Giappone si è innamorato di questa insolita storia di due anime diverse e forse proprio per questo "gemelle" e forse anche dei disegni essenziali e puliti...il risultato è che ora Rita e Whatsit è diventato Rita e Machin un anime esilarante e commovente con quel giusto tocco di acidità che i francesi mettono nella loro panna e l'essenzialità dello stile giapponese...

Insomma un connubio riuscito tra due culture figurative e narrative. Come nel caso di Rita e Whatsit le coppie migliori sono quelle in cui la diversità degli individui non viene appiattita, ma esaltata. Immaginate un boccone di pecorino sardo addolcito da una composta di pere williams...ecco avete sulle labbra il sapore di Rita e Machin...

Se volete gustare anche visivamente queste saporite avventure...girate pagina! ...e visitate il sito
http://www.planetnemoanimation.com/rita.html
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lunedì 20 dicembre 2010

Ringrazia Dio (o chi per lui) per tutta la roba che hai...

§Eroi e antieroi§
...E non perderti il meraviglioso regalo di Natale che John Snellinberg, ovvero un collettivo di giovani toscani che si diverte seriamente a fare film indipendenti, ha fatto agli assidui frequentatori del sito ufficiale
di cui ovviamente faccio orgogliosamente parte...
E mi verrebbe quasi da fare una promozione gratuita...

Dopo lo straordinario successo di
La banda del Brasiliano (dall'8 giugno disponibile anche in DVD)
poco dopo il controverso
Gioventù, droga e violenza: la polizia interviene
ma subito prima del nuovo e misterioso progetto "in lavorazione"
John Snellinberg (immagine indisponibile come quella di Assange)
torna con
John Snellinberg's Christmas Carol
un'opera capace di intrecciare Dickens e Kafka e regalarci un Natale caustico alla Cohen ma pieno di speranza alla Nichols irriverente stile Horby ma d'autore stile francese.
Sugli schermi dei vostri protatili.
Ora.
Cliccando qui.

Buon pre-natale.
E naturalmente...
ringraziate Dio (o chi per lui) per tutta la roba che avete...

E se volete una chicca musicale girate pagina! Ed ecco Pucino, il ridente e irridente promo dell'album “The Importance of Maracas in the Modern Age” (Acid Cobra / Audioglobe) Continua...Read more!