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sabato 18 dicembre 2010

All things Johnny Weir

§Pattini d'argento§

Interrompiamo momentaneamente la normale programmazione del blog per portare al nostro gentile pubblico contenuti dedicati esclusivamente a "all things Johnny Weir"...perché siamo in piena stagione invernale che come tutti voi ben sapete coincide con il pieno della figure skating season...e perché non vorrei mai causare agli ultimi lettori rimasti di questo blog una crisi di astinenza da Johnny, che come sapete si manifesta con una bruciante necessità di aspirare glitter e brillantini.
Quest'anno Johnny è stato giudice a Skating with the Stars regalandoci siparietti geniali che potete recuperare dal nostro comune cugino americano torrent...e naturalmente una nuova faida che lo vede protagonista insieme a una delle concorrenti Bethenny Frankel (leggi una specie di Antonella Clerici americana che si diletta con i fornelli...anche se lei è una VERA chef!). Se volete saperne di più cliccate qui...La VERA notizia però è che si esibirà durante la finale in un numero di gruppo (fermate la vostra mente please...o anche no ;P) con Denis Petukhov (ricordate il geniale threesome di Fallen Angels?), Keauna McLaughlin e Jennifer Wester.
Su altro fronte è finalmente (?) disponibile il singolo di Johnny Dirty Love.

Qui potete ascoltare un'anteprima...devo ammetterlo...pensavo peggio!

Inoltre Johnny è direttamente impegnato con il Trevor project per dare ai giovani strumenti utili a combattere le tendenze suicide...ovviamente alla Johnny...cioè tramite un fashion statement...



E dulcis in fundo...segnatevi questa data: 11 gennaio 2011 (allitterazione ovviamente voluta...). Perché? Beh perché esce finalmente (stavolta per davvero) la tanto chiacchierata autobiografia di Johnnino "Welcome to my World"!!


Potete già preordinarla...vale la pena già solo per avere QUELLA copertina nella VOSTRA libreria...

E se volete godervi qualche video delle ultime "imprese di Johnny"...girate pagina!

Come promesso...
Johnny Weir poker face 2.0
Johnny in un backstage veramente ignorante....
e un fantastico promo di Skating with the stars..
Continua...Read more!

lunedì 6 settembre 2010

Quando la Rete intrappola la tua reputazione...Evan twitter incident

§Pattini d'argento§
Meyrowitz scrive nel suo libro "Oltre il senso del luogo" che se all'epoca ci fosse stata la televisione, Roosvelt non sarebbe mai stato eletto. La sua voce calda era molto radiofonica e aveva contribuito a dare di lui un'immagine forte e sicura. Ma gli elettori, in un momento di forte crisi economica e politica, si sarebbero ugualmente affidati a lui se l'avessero visto claudicante, gracile e con quell'aria malaticcia? La tv avrebbe ucciso la reputazione che si era guadagnato con la sua brillante oratoria alla radio.
I personaggi pubblici sono cambiati, perché i media sono cambiati e chi adava bene per la radio, non va altrettanto bene per la televisione, del resto chi va bene per la televisione non necessariamente va altrettanto bene per la Rete. Ci sono molti casi che lo provano e oggi ho deciso di raccontarne uno, un po' perché il modo in cui si è svolto è particolarmente esemplare e un po' perché è accaduto proprio nel mondo in cui mi trovo più a mio agio, ovvero sul ghiaccio. Ma andiamo con ordine.
L'hanno chiamato twitter incident...anche in Cina. Quello che è accaduto, però, ha ben poco dell'accidentale, anche se il modo in cui è lievitato non era sicuramente prevedibile. O forse avrebbero dovuto esserlo, visto e considerato che Oggi viviamo in quello che ormai tutti chiamano web 4.0, ovvero un web dominato dai social networtk. E le reti, si sa, sono capaci di sostenere ma anche di avvignhiarti e trascinarti sul fondo, se non le usi bene. Con 65 milioni di tweet al giorno (secondo le ultime stime) le informazioni non corrono, volano. Se sei fortunato o abbastanza veloce puoi cliccare sul tasto cancella prima che altri si accorgano del tuo "commento sgradevole", nel caso peggiore, quando senti l'eco del tuo commento tornare indietro centuplicato in negativo, non ti resta che scusarti e ritirare quello che hai detto.
Oppure puoi prendere la terza strada. Quella di chi non ha ancora capito che i social network sono certo dei potenti amplificatori della fama di un personaggio pubblico, ma possono anche distruggere la sua reputazione, con un solo post. Perché la comunicazione tramite social network tra una public persona e i suoi fan è più delicata di quanto non sembri e avere un profilo su facebook e twitter può rivelarsi controproducente, se non si è pronti a gestire le situazioni di "crisi comunicativa" che si possono presentare dopo ogni singolo post. Perché il rumore della rete, il buzz che magari tu stesso hai contribuito a sollevare, non si placa così facilmente.

Ma andiamo al sodo. Tutto è cominciato con un twitter di Evan Lysacek, fresco campione olimpico a Vancouver. Ricordate Vancouver? Ricordate la telecronaca della tv canadese di cui vi ho parlato qualche post fa? Ricordate che due commentatori del Quebec avevano messo in dubbio la natura sessuale di Johnny Weir chiedendo che venisse effettuato un gender test per assicurarsi che gareggiasse nella categoria giusta, quella maschile, e non fosse invece una donna sotto "mentite spoglie"? Ricordate il polverone che si era sollevato, con tanto di stampa internazionale schierata al fianco del pattinatore americano dall'immagine ribelle ai comuni canoni maschili e femminili? Ricordate che molti avevano chiesto addirittura la "testa" (leggi il posto di lavoro) dei due commentatori, salvati solo dall'intervento di Weir che aveva preferito richiamarli alle loro responsabilità di "personaggi pubblici" piuttosto che cucirgli la bocca con un licenziamento? Ecco tenetelo a mente...

Dicevo, Evan, tra un post e l'altro, si prende la briga di rispondere a un fan che gli chiede se Johnny Weir sia un uomo o una donna, dato che nelle ultime foto pubblicate gioca con la sua immagine androgina. Gli stessi fan di Lysacek, notoriamente non in buoni rapporti con il compagno di squadra Weir, criticano la mancanza di tatto della domanda e accusano TahitianFantasy di essere "fuori luogo".

Quello che nessuno si aspetta è però di vedere, 5 giorni più tardi, che Evan Lysacek risponde al commento di TahitianFantasy...per criticarlo o ammonirlo di tenere fuori dal suo twitter ufficiale (e sottolineo ufficiale, tenetelo a mente) certe battute sopra le righe? No. Per rispondere con una battuta. Anche più sopra le righe del commento. "Il verdetto deve ancora essere emesso" commenta Evan.

Quella che voleva essere probabilmente una battuta di spirito detta "tra amici" (primo errore strategico perché non sempre i followers del twitter di un personaggio pubblico sono tutti suoi fan, anzi) scatena un flood inimmaginabile. Le associazioni gay accusano Lysacek di aver pubblicato sulla sua pagina ufficiale un commento omofobo, proprio lui che, come campione olimpico, dovrebbe essere un esempio per la comunità. Il fatto poi che la risposta di Lysacek metta in dubbio non tanto l'orientamento sessuale di Weir, ma addirittura la sua stessa natura sessuale e la sua identità, fa mobilitare anche le associazioni transgender. La capillarità della rete fa sì che il twitter di Evan venga ri-twitterato milioni di volte mentre screen shot del suo commento vengono postate nei blog di gossip e di settore.
A questo punto scatta l'operazione contenimento danni. Evan ha un'agente di ferro, tale Yuki, che più volte lo ha salvato da questo tipo di incidenti. Sempre nel mondo reale o in televisione, però. E' la prima volta che Evan e il suo team devono affrontare un'emergenza di "rete". In pochi minuti sulla pagina twitter di Evan compare un post dell'atleta, il quale sottolinea che lo screen shot comparso sui blog e sulla stampa di settore non proviene dalla sua pagina ufficiale, ma da un twitter account non verificato.

Seguono una dichiarazione che sottolinea come, nell'account twitter falso, Lysacek non sia scritto con una L maiuscola come iniziale ma con una i maiuscola ovvero Iysacek. Evan afferma che le cose postate su quell'account non gli sarebbero MAI neanche passate per la testa.

In una nota finale Lysacek sottolinea che i suoi reps si stanno occupando del caso che da questo momento "non è più nelle sue mani".


Tutto è bene quel che finisce bene dunque? Non proprio. Perché come dice sempre saggiamente mia nonna "verba volant, scripta manent" anche in un luogo apparentemente "volatile" come la Rete. Con l'aiuto del falso Evan, che a questo punto si sente tirato in causa, essendo stato accusato di omofobia e transgender-fobia, i blogger ricostruiscono i fatti dimotrando che il commento offensivo è stato postato proprio sul twitter ufficiale di Evan Lysacek e non su un account falso.


Come vedete dalle parti provvidenzialmente evidenziate dai blogger, che si sono presi a cuore il caso, il commento "verdict is still out" è postato sulla stessa pagina in cui Lysacek afferma che il commento è stato postato su un account non verificato. A riprova della realtà dei fatti gli investigatori della rete hanno postato addirittura il codice sorgente della pagina twitter di Evan che dimostra come il commento è stato postato dall'amministratore del twitter account VERIFICATO di Evan Lysacek (che poi sia lui o la sua PR ad aver postato il commento di risposta mi sembra abbia poca importanza a questo punto). In molti hanno postato anche gli screen caps originali, non ritagliati per dimostrare che le affermazioni comparse sul twitter di Evan non sono state in alcun modo modificate. Se vi interesano scaricateli in fretta perché l'operazione di copertura dell'incidente sta procedendo alla velocità della luce e le fonti scompaiono a vista d'occhio. In effetti in poco tempo tutti i twitter di Evan relativi al presunto falso account, le risposte della sua manager Yuki e i commenti dei fan vengono cancellati dall'account twitter di Evan. Comunque troppo tardi.

E lastoria non finisce qui....voltate pagina...
Tutte le fonti indicano una sola cosa. Il commento che ha scatenato tutto è stato postato sul twitter ufficiale di Evan e da Evan, o chi per lui aggiorna il suo twitter. Non c'è neanche la possibilità di parlare di una svista o di un "incidente". La risposta a TahitianFantasy arriva 5 giorni dopo che il commento è stato postato, quindi per dare quella risposta Evan deve aver letto tutti i commenti arrivati e aver scelto di rispondere proprio a quel commento. La risposta "il verdetto non è ancora stato emesso" rimane online più di 12 ore nonostante le proteste dei followers di Evan. Ancora più grave, da un punto di vista di netiquette, la risposta rimane online mentre Evan continua tranquillamente a twitterare di altro, del compleanno di un amico, di un nuovo gioco, di un pranzo succulento. Mentre il mondo digitale si indigna, nel mondo reale la vita di Evan prosegue, come se niente fosse. Del resto la storia del fake account su twitter dovrebbe aver risolto la cosa, o no? E' quello che sembra pensare anche la sua agente Yuki che riposta il commento di Evan riguardo all'account falso nel tentativo di far girare la voce che il commento offenivo su Johnny Weir non è stato in alcun modo postato dal suo cliente. Peccato che dopo che la rete si muove per dimostrare che il commento si trova in effetti sull'account ufficiale di Evan, Yuki cancella dal suo twitter tutti i post relativi al fake account, Evan fa anche di più, cancellando tutti gli ultimi tweet, giusto per sicurezza. La Rete però è vischiosa e grazie a uno screen cap preso dal google reader di un anonimo utente è chiaro a tutti che sia Evan che Yuki sono coinvolti nella faccenda


In più il famoso proprietario del fake account @Evan Iysacek, ora rinominato @notevanidiot, si distanzia più volte dalle posizioni espresse da Lysacek nel suo blog verso Weir. "Sono estremamente deluso dal mio alter ego reale" commenta "Nessuno dovrebbe fare un commento del genere. Io, il falso Evan, prometto di essere meglio di quello vero". La rete plaude l'Evan virtuale e il suo twitter acquista centinaia di nuovi followers in segno di supporto.

In sostanza Evan esprime pubblicamente sul suo twitter un commento offensivo che mette in questione la natura sessuale del suo compagno di squadra Johnny Weir, saltando così sul treno del "gender-test" che era già rovinosamente deragliato alle Olimpiadi di Vancouver (vedi qualche post più sotto). Non solo non si scusa, ma tenta di incolpare un falso account, e quando i nativi della rete provano senza ombra di dubbio che il commento proviene dal suo account ufficiale si limita a cancellarlo fingendo che non sia successo nulla. Il problema è che twitter è una sorta di diario in tempo reale e quello dei personaggi pubblii è spesso...pubblico, perciò molti hanno visto il commento comparire in tempo reale sull'account di Evan e hanno le screen caps che lo provano. Il fatto che Evan continui a incolpare famigerati "cattivi Evan virtuali" o finga che quel commento non sia mai esistito prova non solo quanto sia poco funzionale la sua strategia di contenimento dei danni, ma anche che non ha idea di come DAVVERO funzioni twitter o forse spera solo che i suoi fan non sappiano come funziona.
Come spesso accade però i fan dimostrano di essere una delle categorie di persone più attente al funzionamento delle nuove tecnologie e più abili nell'usarle a proprio vantaggio.
L'intera controversia si è gonfiata a dismisura proprio perché il comportamento di Lysacek ha implicitamente sfidato i followers del suo twitter trattandoli come dei conoscitori superficiali del mezzo. E' proprio la sfida all'intelligenza dei suoi stessi fan che ha scatenato un'operazione investigativa di cui Grissom (CSI) sarebbe orgoglioso.

A questo punto scatta una seconda strategia di contenimento, altrettanto prevedibile e poco efficacie.
Non pago di quello che ha già sollevato, Lysacek mette in giro nuova polvere, lamentandosi che il suo account twitter deve essere PER FORZA stato violato da un hacker che, guarda caso, ha deciso di inserire proprio un commento offensivo sul suo "acerrimo rivale" Johnny Weir.


Per aggiungere beffa al danno, Evan cancella tutti i post fatti da Aprile in poi sul suo twitter, affermando in seguito che è fino da aprile che il suo account twitter è stato "infettato" da un hacker. Peccato che le stesse informazioni apparentemente "infettate" da un hacker sull'account twitter sono state postate simultaneamente e identiche sulla pagina ufficiale facebook di Lysacek e da li non sono state cancellate. Ancora una volta Lysacek e il suo team sembrano presupporre che i fan dell'atleta non abbiano dimestichezza con i social network e non possano accorgersi che la pagina facebook e il twitter fossero sincronizzati per riportare le stesse notizie nello stesso momento. Come hanno già dimostrato, però, i fan reagiscono postando altri screen caps della pagina facebook che dimostrano come la teoria dell'hacker non regga, a meno che non si sostenga che anche la pagina facebook dell'atleta è stata hackerata.
Probabilmente soverchiato dal momento, Lysacek fa un altro errore "di rete", posta erroneamente in versione "pubblica alcuni twitter che dovevano essere privati. In sostanza si dice a questo punto sorpreso e sconvolto che si sia sollevato tutto questo polverone per una sciocchezza del genere. Afferma di non voler perdere il suo tempo a parlare o commentare Johnny Weir e che non gliene può fregare di meno del suo genere sessuale...


La cosa non passa inosservata, vengono fatte nuove screen caps dell'account twitter, ormai ovviamente monitorato con interesse anche da chi non è tra i fan di Evan, e il comportamento dell'atleta viene nuovamente rimproverato. Sommerso da una nuova ondata di critiche digitali,
Lysacek decide infine di scusarsi pubblicamente con Johnny Weir, sempre tramite twitter.
"Le mie scuse a Johnny Weir. Sto prendendo tutte le misure per fare in modo che una cosa del genere non accada mai più. Il commento era privo di tatto, crudele e offensivo. Non potrò mai scusarmi abbastanza con Johnny e i suoi fan". Nessuna menzione dell'hacker o del falso account. Ma anche nessuna ammissione di responsabilità. Nessuna prova "indipendente" è stata portata a sostanziare il fatto che l'account di Lysacek sia in effetti stato infettato. Se poi l'atleta aveva così a cuore di scusarsi avrebbe potuto farlo dall'inizio, ma è chiaro che non si aspettava una risposta di tali proporzioni. Ancora una volta Lysacek e il suo team dimostrano di non comprendere le regole dei social network e della netiquette.

Ma proviamo a guardare il tutto da una giusta distanza per capire come questo Twitter incident può illuminarci sulle dinamiche che influiscono sulla reputazione virtuale di un personaggio pubblico.
Una prima regola che si evince dal twitter incident di Evan è che in Rete la tempistica è essenziale. E in una crisi comunicativa che si consuma in Rete il tempo conta più che in altri media. Ecco perché tutti i post di Evan successivi al commento incriminato, benché pochi in numero, assumono un peso sproporzionato. Il fatto che Evan non intervenga subito per riconoscere la crisi comunicativa, ma perda tempo a parlare d'altro, rende il commento sgradevole ancora più evidente. Il fatto che Evan non riconosca immediatamente la gravità commento fa apparire tutte le strategie messe in atto per contenere il danno poco sincere.
Le parole digitate sono più pesanti di quelle scritte o dette. Questo perché sono molto, molto più facili da far girare. Basta un click e il tuo commento negativo sarà ripostato su centinaia di altri account twitter. Uno screen cap e non ci sarà modo di negare di aver usato proprio quelle parole e non altre, in quel contesto e non in altri. Per questo ancora più importanti sono le parole che si usano dopo che si è commesso un errore comunicativo.
La presa di responsabilità è essenziale per gestire una situazione di questo genere. Tutte le strategie di distanziamento sono disfunzioniali per un motivo semplicissimo: l'account twitter o facebook di un personaggio pubblico si basano su un tacito patto di fiducia stipulato tra il personaggio e i suoi fan. Il personaggio pubblico assicura di postare i suoi veri pensieri e informazioni affidabili sul suo account, la "verifica" dell'account viaggia in questa direzione stigmatizzando tutti coloro che tentano di imitare la voce digitale del personaggio, d'altra parte i suoi fan si iscrivono all'account in segno di sostegno e si fidano che chi sta postando i suoi commenti sull'account è proprio l'oggetto della loro affezione. Nel momento in cui si posta qualcosa di sgradevole sull'account di un personaggio pubblico cercare di convincere i suoi fan che quella che hanno "sentito" (o meglio visto in tempo reale) non è la sua voce rompe questo patt di fiducia. Quali sono allora i post veri e quali quelli falsi? La scelta di Lysacek di cancellare interi mesi di post per "nascondere" un solo commento sgradevole mette in dubbio la veridicità totale del suo account. Senza contare che questa cancellazione viene dopo un tentativo di allontanare da sé la responsabilità del commento attribuendolo ad altri, ma proprio i fan più vicini, quelli che andrebbero coltivati, sono quelli che hanno visto il commento digitato in tempo reale sull'account e che si sentono traditi nel momento in cui viene loro detto che non hanno visto quello che hanno visto.
Rispetto poi ha un documento che può essere bruciato o a una conversazione che si può negare di aver avuto, internet fornisce ai suoi frequentatori degli strumenti flessibili e agili per conservare le prove degli scambi comunicativi avvenuti. Inutile dunque la strategia che mira a cancellare e ignorare l'accaduto. Nei social network il silenzio fa più rumore delle parole, proprio perché è meno frequente. Questo sia in senso negativo (vedi il caso Lysacek) sia in senso positivo. In questo esempio Johnny Weir ha scelto la strategia ottimale, quella del silenzio, appunto, dimostrando di essere al di sopra e al di fuori della questione. Va detto però che il suo silenzio è potuto essere interpretato in modo positivo solo perché lo stesso atleta aveva già rilasciato delle dichiarazioni pubbliche rispetto alla qeustione del gender e alla sua posizione in merito, nel corso delle Olimpiadi. In questo senso una buona strategia di PR usata precedentemente è servita da base per quella successiva.
Un vecchio detto dice prima pensa, poi parla. Nel caso di twitter si potrebbe dire, prima scusati, poi pensa, poi parla di nuovo. Il commento sgradevole, che sia frutto di una svista, di una leggerezza o di un hackeraggio, deve essere immediatamente riconosciuto come tale, più si aspetta a scusarsi, più le scuse e le successive azioni appariranno false e fuori luogo.

E in conclusione l'ultimo comandamento....non twitterare invano

E se volete altre fonti sul twitter incident...eccole:
Olympic Gold Medalist shows his true color
Popcorn.gif
Evan Lysacek twitter his homofobia
Evan's attempts at retconning
Disco-ball dresses and spandex
Continua...Read more!

sabato 24 aprile 2010

E lo scrapbook di quest'anno è...

E' di nuovo quel periodo dell'anno...
Le Johnny's angel sono già al lavoro sul nuovo scrapbook per Johnny (lo avrà per il suo compleanno). Quindi vi giro le istruzioni. Chiunque volesse partecipare può contattarmi via mail. Dall'Italia manderemo un'unica spedizione con tutte le pagine dedicate a Johnny.


Ciao a tutti! E' ora di iniziare lo scrapbook per il compleanno di Johnny!

Il compleanno di Johnny è il 2 Luglio e vogliamo mandargli uno scrapbook di auguri. Molti di voi hanno già partecipato negli anni passati e spero che vorrete dare il vostro contributo anche questa volta. Se invece non avete mai partecipato, perché non lo fate questa volta creando una pagina per lo scrapbook di Johnny.

Le pagine devono essere solo fronte (NON fronte/retro) con dimensioni 30.5 x 30.5 cm e ogni persona può fare al massimo due pagine a una facciata. Mi raccomando di rispettare le dimensioni altrimenti la vostra pagina non potrà essere inserita nello scrapbook! Inoltre cercate di fare pagine "piatte" in modo che le pagine contigue rimangano piatte (in altre parole non sbizzarritevi troppo con il "3D").

Se pensate di avere problemi a mandare via posta le vostre pagine, potete mandare la vostra creazione anche come un file. Le estensioni accettate saranno Microsoft Word, .jpg, e PDF. Tenete presente che la dimensione delle pagine "digitali" può essere di qualunque tipo ma le vostre pagine saranno comunque stampate su carta fotografica di dimensione di 20, 5 cm X 27,9 cm circa e poi incollate su un foglio da scrapbook di 30.5 x 30.5 cm.

Dopo che le avrò ricevute tutte le pagine saranno inserite singolarmente in buste trasparenti per poter essere inserite nello scrapbook.

L'indirizzo a cui mandare le pagine è:


Joyce Peterson

4628 Glenwood Street

Duluth MN 55804

USA

Quando fate la spedizione delle vostre pagine assicuratevi di scrivere "NON PIEGARE" sulla busta. Un'altro accorgimento utile è quello di mettere la vostra pagina/e tra due fogli di cartoncino per farle rimanere il più piatte possibile!

Potete scrivermi all'indirizzo e-mail
2010scrapbook@gmail.com per qualunque chiarimento.

Termine ultimo di invio delle pagine: 5 Giugno per le pagine inviate da STATI NON AMERICANI (Es: Europa)

Termine ultimo di invio delle pagine: 19 Giugno per pagine inviate DALL'AMERICA (con posta prioritaria)


Sì, come vedete ci sono due deadline basate sul tempo che dovrebbero impiegare le pagine ad arrivare via posta. Se i fan NON Americani spediscono le pagine entro il 5 giugno dovremmo riuscire a compensare gli eventuali ritardi/problemi di spedizione.


$$ DONAZIONI: non sono obbligatorie, ma se qualcuno vuole mandare un dollaro o due per coprire le spese di spedizione, i costi dei raccoglitori trasparenti e della stampa, naturalmente sarà cosa gradita.


Presto posterò un altro messaggio per ispirare la vostra creatività. Ma se sentite già il bisogno di avere un filo conduttore, vi suggerisco il titolo orientativo "Sii felice, Johnny Weir - E' il tuo compleanno".

. Noi stiamo già realizzando le nostre pagine...Quindi al lavoro gineeee!!. Continua...Read more!

sabato 27 febbraio 2010

Johnny Weir è Oscar Wilde

$Pattini d'argento$
Durante la diretta del programma libero maschile due commentatori del Quebec, Goldberg and Mailhot, hanno preferito concentrarsi sulla mascolinità e le inclinazioni sessuali degli atleti piuttosto che sulla loro tecnica o sulle inclinazioni artistiche. Quando Johnny Weir è sceso sul ghiaccio i due speaker hanno insinuato che i giudici gli avessero dato un punteggio basso non perché avesse pattinato peggio degli altri, ma perché rappresentava un "cattivo esempio". Per paura che, guardandolo ottenere dei buoni risultati nello sport, tutti i ragazzini che avessero intrapreso la carriera di pattinatori sarebbero diventati come lui. Ridendo, i due del Quebec hanno chiesto che venisse effettuato un test per accertare il sesso del pattinatore, un test di gender che avrebbe provato una volta per tutte che Johnny Weir avrebbe dovuto pattinare tra le donne e non tra gli uomini.

Quando Johnny Weir ha indetto una conferenza stampa per rispondere alle dichiarazioni dei due commentatori canadesi, tutti si aspettavano un "j'accuse". O magari una richiesta di scuse pubbliche. O ancora una scenata degna di una diva che attacca e poi se ne va sbattendo la porta.

I giornalisti di tutto il mondo, già presenti a Vancouver per le Olimpiadi si sono precipitati alla conferenza stampa, pronti a scrivere il nuovo scoop sul pattinatore flamboyant (leggi: barocco, sgargiante, ma anche eccessivo) per eccellenza.



E sono rimasti delusi. Dapprima. Sorpresi. In un secondo momento. Ammirati. Una volta usciti dalla sala conferenze.

Perché Johnny Weir ha dato ai due commentatori del Quebec, a tutti quelli che si sentono rappresentati da chi ha bisogno di attaccare gli altri per affermarsi, e a tutti i giornalisti che lo hanno sempre accusato di essere eccessivo e incontrollato nelle reazioni, una lezione di classe ed educazione.

La stessa educazione che gli ha consentito di sopravvivere, se non indenne almeno fortificato, a tutti gli anni passati sotto i riflettori e sotto il torchio dei media. Non sempre per sua scelta.

La stessa educazione che ha richiamato ma che soprattutto ha mostrato nel discorso che ha fatto durante la conferenza stampa.


Non c'è stato un momento in cui il suo tono sia apparso rabbioso. Non una domanda di fronte alla quale abbia indietreggiato o a cui si sia sottratto. Non un attimo in cui nella sua voce si sia intravista la vergogna o la paura.

Ha iniziato ringraziando i suoi sostenitori, i suoi amici e la sua famiglia che lo hanno fatto sentire come se avesse comunque vinto qualcosa in queste Olimpiadi.
Ha scherzato sul fatto di essersi lasciato crescere un po' di barba in occasione della conferenza, per mostrare ai due commentatori del Quebec che è, in effetti, un uomo.
Ma il tono leggero si è subito fatto serio quando ha parlato dell'educazione ricevuta dai suoi genitori.

"Sfido chiunque a criticare il modo in cui i miei genitori mi hanno cresciuto, a mettere in questione i sentimenti e gli ideali attraverso cui hanno educato me e mio fratello che è completamente diverso da me eppure è venuto su nella stessa famiglia".

E la sicurezza con cui ha detto queste frasi ha senza dubbio reso i suoi genitori più orgogliosi di qualunque medaglia.

"Auguro a qualunque bambino di poter crescere come sono cresciuto io, in un ambiente che li faccia sentire liberi di essere se stessi e di esprimere se stessi completamente".

Quando gli è stato chiesto che tipo di azioni voleva fossero intraprese contro i due telecronisti, Johnny ha dichiarato di dare ancora grande valore alla libertà di parola e che in nessun caso la sua replica voleva essere un modo per danneggiare la carriera dei due commentatori né una richiesta di scuse ufficiali.

"Non voglio le loro scuse. Non ne ho bisogno. Ma è stato messo in questione perfino il mio sesso. Ho voluto che la cosa fosse gestita pubblicamente perché il commento di questi due signori è stato pubblico e perché non voglio che fra 50 anni un altro ragazzo o un'altra ragazza debbano affrontare di nuovo tutto questo, debbano vedere la realtà della loro vita messa in dubbio solo per strappare qualche risata o per alzare gli ascolti di un programma televisivo".

Allora cos'è che vuole dire Johnny Weir ai due commentatori con questa conferenza?

"Voglio che pensino. Voglio che pensino all'effetto che le loro parole hanno, non solo sulla persona di cui stanno parlando, ma su tutte le altre persone che sono come lui o lei. Voglio che pensino all'effetto che certe frasi possono avere su dei ragazzini che non hanno la fortuna di crescere con due genitori come i miei e su dei genitori che potrebbero cominciare a farsi delle domande sulla libertà che stanno lasciando ai loro figli. Voglio che prima di parlare, pensino".

A due uomini che lo hanno criticato non come atleta, non come personaggio pubblico, ma come persona, Johnny Weir non chiede delle scuse pubbliche, come avrebbero voluto le associazioni gay di mezzo mondo, non muove una denuncia, come lo hanno sollecitato a fare la federazione americana e anche quella canadese. No. A quei due uomini Johnny Weir chiede di pensare.

E non lo chiede solo a loro. Il suo tono pacato e la maturità con cui ha gestito questo momento di definizione chiedono a tutti di pensare. Anzi di ripensare alle supposizioni e alle facili etichette che diamo alle persone che ci confondono o che non capiamo o che ci irritano o che ci spaventano.

"L'immagine che ogni pattinatore proietta sul ghiaccio o in pubblico è superficiale. Tutti mi guardano e vedono solo il pattinatore eccessivo e barocco che pattina con costumi piumati e si mette in testa una corona di rose rosse. Ma questo è solo un riflesso di quello che sono. Solo che tutti guardano il riflesso e non si prendono quei due minuti in più per guardare l'immagine che ha prodotto quel riflesso. Tutti credono di conoscermi, perché sono un personaggio pubblico, ma solo poche persone, quelle che mi conoscono davvero sanno cosa c'è qui e qui"
E Johnny indica la mente e il cuore con due gesti leggeri, quasi timidi.

Per Johnny questa conferenza non è stata un modo per scaricare o rendere pubblica la propria rabbia nei confronti di accuse così basse e vigliacche, rabbia che c'è stata come lui stesso ha ammesso "perché non sono il tipo che si mette a piangere o si chiude nel suo angolo di fronte a un attacco del genere, anzi il mio primo istinto è stato di alzare la testa e reagire, solo che non volevo che tutto si trasformasse in una partita di ping pong".

No. Johnny ha fatto in modo che questo diventasse un momento di formazione, per tutti quelli che si sono presi quei due minuti in più per ascoltarlo e per guardare oltre le pellicce, le rose rosse, il trucco di scena.

Perché "la cosa più importante che puoi fare nella vita è trasformare una cosa orribile in qualcosa di bello".

E allora qualcosa ha fatto click. Non solo in me, che seguo Johnny ormai da un po' di tempo, ma anche in molti altri. Giornalisti compresi. In particolare Trey Graham, non a caso esperto d'arte più che di sport, che per primo ha fatto l'azzardato paragone del titolo di questo post.

Johnny Weir non è solo quell'ormai abusato aggettivo "flamboyant". Non è solo uno che chiede disperatamente attenzione, come tanti altri. Non è un drogato della moda o del fashion, nonostante la fashion week sia per lui come l'acqua 8e per fare questa conferenza vi ha rinunciato ndb). No.

Johnny Weir è molto più pericoloso perchè Johnny Weir è Oscar Wilde.

E prima di replicare a questo pensate.

Johnny Weir, come Oscar Wilde prima di lui, è un personaggio la cui sessualità e il cui modo irriverente di giocare con i caratteri del maschile e del femminile sono molto meno interessanti del suo senso estetico.

"La cosa più importante nella vita è fare qualcosa di bello".

Questa tensione verso il valore del "bello" è ciò che accomuna davvero Weir e Wilde (e l'assonanza dei due cognomi, così come il loro significato, forse non è un caso, se è vero che nel nome sta il nostro destino).
Per Oscar Wilde, così come per Johnny il "bello" nel senso più ampio del termine (che richiama il kalos kai agazos greco per cui bello è anche buono e viceversa) è un fine in sé.
Così come Wilde cercava questo ideale di "bellezza" nella sua produzione artistica (una bellezza che come nei romantici sfiorava spesso la soglia dell'orrore più cupo, o del "terrific" che è terrificante ma nel senso di straordinariamente bello), Weir lo ricerca nelle sue performance artistiche: "voglio trasportare le persone su un altro pianeta quando pattino, voglio che si ritrovino nel mondo dei sogni".
Una bellezza che è tale perché è fuori dalla realtà. Fuori dall'ordinario.

E proprio qui è il punto. Forse non verrà mai il tempo in cui persone con un senso estetico così fuori dall'ordinario, così fuori dai canoni tradizionali, non saranno additate e derise pubblicamente.

E forse il punto è un altro. Il punto è come queste persone così fuori dall'ordinario rispondono a queste provocazioni così ordinarie da essere triviali.

Perché alla fine l'unico peccato, se un peccato si vuole individuare, in tutta questa storia è la superficialità e come scriveva Oscar Wilde:

"Una rosa rossa non è egoista perché vuole essere una rosa rossa. Sarebbe terribilmente egoista se volesse che i fiori del giardino fossero tutti rossi e tutte rose. "



Potete vedere estratti della conferenza qui.




Ma giusto per non dimenticarci che Johnny è sempre Johnny ecco un piccolo estratto dalla sessione domande e risposte seguite alla conferenza stampa...voltate pagina!E tornate a sorridere con Johnny...perché nelle cose orribili bisogna sempre saper trovare qualcosa di bello...
Continua...Read more!

domenica 21 febbraio 2010

Il nuovo lenzuolo di Johnny

§Pattini d'argento§

E come ogni anno le Tre Gine si riuniscono per dare vita all'ormai famigerato "Lenzuolo di Johny". Quest'anno abbiamo giocato con il titolo del programma corto "I love you, I hate you" trasformandolo nello slogan "I love you, I heart you". Il costume che indossa Johnny è quello del corto e la scritta ne riprende colori e materiali. Johnny è incorniciato dalla fantasia della divisa ufficiale russa, un omaggio velato al suo amore per "all things russian". E ora bando agli indugi ed ecco le fasi della lavorazione




















Ed ecco il risultato finale...più o meno...
se volete qualche retroscena fate un salto nell'altra pagina...
ci siamo accorte sul filo del rasoio di aver dimenticato la scritta Johnny perciò stiamo recuperando...eh eh
Inoltre manca ancora la fase stiraggio per fissare i colori e la mitica lalla si occuperà di tagli, orli e cuciture finali.
Nota di colore...in sottofondo abbiamo seguito il Festival di San Remo da brave obsessive fan...del resto eravamo nella modalità giusta!

E ora speriamo solo che Johnny venga davvero ai Mondiali di Torino!!!
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venerdì 19 febbraio 2010

Chi ha vinto?

$Pattini d'argento$
Il prossimo mese, quando chiederete alla famosa casalinga di Voghera (leggi all'uomo/donna media) che ha seguito la finale di pattinaggio maschile alle Olimpiadi di Vancouver "chi ha vinto le Olimpiadi"? Vi sentirete probabilmente rispondere "AH boh. Non ha vinto Johnny Weir? Il cignetto impazzito che ha un suo reality in Tv?"
Il programma corto di Johnny sulle musiche di I love you I hate you è stato spettacolare, anche meglio di come l'ha pattinato ai nazionali americani. E non credevo fosse possibile...Eppure la giuria lo ha relegato in 6 posizione. Da quel momento è stato chiaro a tutti che la sua gara era già chiusa prima ancora della fine della competizione.

Eppure Johnny ha continuato a rimanere in "mentalità da gara" come se niente fosse.
Durante la conferenza stampa dopo il programma corto Evgeny Plushenko (in prima posizione provvisoria) afferma senza mezzi termini che chi non tenta il quadruplo è una "donnicciola", quelli che non tentano il quadruplo pattinano "da donne" e fanno regredire il pattinaggio. Sottolinea anche che faceva i tripli già a 12 anni e che il quadruplo è il futuro del pattinaggio.
Al di la' dell'evidente riferimento a Johnny e alla sua teoria secondo cui "il pattinaggio non dovrebbe essere una gara a chi fa piu' quadrupli", Plushenko è anche seduto accanto a Evan Lysacek (in seconda posizione provvisoria con un distacco di pochi centesimi) che nel periodo pre-olimpico aveva annunciato di aver "abbandonato" il quadruplo e di voler dimostrare che si puo' vincere anche senza.

Nel programma libero Solo Stephane Lambiel completa in maniera perfetta un quadruplo (dopo averne sbagliato pero' uno a inizio programma) e Plushenko salverà il suo "salto d'oro" con un colpo di reni e certo non con una buona resa scenica...

Lysacek fa un'ottima performance, anche senza quadruplo, ma il suo programma (e soprattutto le combinazioni triplo-doppio lasciano ampio spazio per "inserire" in classifica altri atleti, del resto pattina primo dell'ultimo gruppo di merito).
Johnny invece fa il programma della vita. Un errore su una trottola, purtroppo, apre il fianco a una serie di "interventi" della giuria che declassano quasi tutti i salti, nonostante siano ben eseguiti, solo perchè vengono fatti in momenti del programma diversi da quelli dichiarati. In sostanza i salti vengono eseguiti bene, in certi casi combinazioni triplo-doppio diventano addirittura triplo-triplo, ma declassati perchè fatti ad esempio alla fine e non all'inizio del programma.
Ma chi non ha davanti un technical score vede il miglior pattinaggio della serata.
Johnny regala il suo cuore e la sua storia agli spettatori assiepati sulle gradinate dello stadio Olimpico.
Galina, la sua allenatrice, gli raccolgie il volto fra le mani alla fine del programma e lo guarda commossa.
Petrenko lo abbraccia orgoglioso. Il ragazzino emotivo che non riusciva a completare una performance se faceva anche un solo errore durante il programma ha superato le sue paure e le sue debolezze. L'errore della trottola (da solo non sufficiente a strappargli la medaglia che avrebbe meritato) non lo ha fatto desistere. Anzi.
In una notte di performance appannate, Johnny brilla.
Quando escono i punteggi il pubblico è incredulo. Fischia.
Johnny è messo in quinta posizione, dietro a pattinatori che sono caduti e NON hanno eseguito il quadruplo.
Robin Cousins, campione del passato e non certo un appassionato di Johnny è, come lui stesso dichiara, "speechless". Senza parole. Non riesce a spiegare al pubblico e alla commentatrice che collabora con lui perchè Johnny sia fuori dal podio. Afferma che Johnny è stato giudicato troppo poco rispetto alla performance che ha fatto e soprattutto ripsetto alle performance degli altri.

E se non credete alle mie parole potete vedere con i vostri occhi il video del libero qui.

Tocca a Plushenko che sembra aver lasciato in conferenza stampa la sua spavalderia e la sua tranquillità. Sbaglia. Tanto. Tanto che pur sedendosi sul kiss and cry con un sorriso sicuro tradisce un certo nervosismo. E ha ragione. Lui che aveva dichiarato che senza quadruplo non si poteva vincere, perde. Con il quadruplo. Contro Lysacek che non lo ha eseguito volutamente.

Johnny nel frattempo è stato letteralmente incoronato vincitore dal pubblico. i fan gli hanno lanciato una corona di rose rosse. E lui ridendo se l'è messa in testa. Sorride, saluta.
Nel suo cuore ha vinto, perchè ha pattinato al meglio sul ghiaccio olimpico, dopo essersi "sciolto" sul ghiaccio di Torino nel 2006.

Questa volta il ghiaccio e il pubblico si sono sciolti di fronte a lui. Di fronte alla sua coerenza e al suo coraggio di essere sempre e comunque Johnny.

E mentre Plushenko scendeva dal podio indignato strappandosi la medaglia d'argento dal collo e sottolineando con scherno "Evan aveva bisogno della medaglia più di me"...Johnny rilascia tramite il suo twitter la dichiarazione "Congratulazioni ai medagliati. Grazie a tutti per avermi supportato e spero di non avervi deluso. Io sono fiero di quello che ho fatto".
La classe non è acqua...

La cosa positiva è che Johnny ha annunciato che sarà ai Mondiali di Torino con gioia di chi come me sarà a bordo pista...

E per tirarci su qualche foto fatta dalle Johnny's Angel durante la finale.

Ed ecco anche un video realizzato dalle Johnny's Angel per alleggerire l'atmosfera...fate un salto
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domenica 14 febbraio 2010

Istruzioni per insonni olimpici...ovvero quanto e quando stare svegli durante le Olimpiadi di Vancouver

§Pattini d'argento§
Chi mi legge da Vancouver sappia che la mia invidia è pari a quella di Era e Afrodite quando Paride ha dato la mela d'oro nata per "la più bella" a Elena...
Chi ha Sky si ricordi che quest'anno Murdoch e company hanno programmato il più alto numero di ore di diretta olimpica nella storia della televisione...quindi sfrutti il canale olimpico!!
Chi invece come me è relegato a una vita senza satellite, digitale e simili e sta disperatamente cercando gli orari di programmazione del pattinaggio ecco un piccolo aiuto da chi ha GIA' sciorbigato (leggi passato ore a cercare un palinsesto attendibile) su internet. Per vedere il palinsesto completo voltate pagina...e intanto la notizia del giorno è che anche Evan Lysacek ha rinunciato al quadruplo...ufficialmente per un problema al piede destro. A quanto pare a parte Plushenko e Joubert gli altri atleti della categoria maschile hanno adottato la "visione Johnny" ovvero "il pattinaggio non dovrebbe essere una gara a chi salta meglio ma a chi pattina meglio"...che dire meglio tardi che mai!.

PAIRS SP (15 febbraio 2010)
solo se prendete la tv svizzera RSI LA2 1.30 - 4.50 e in replica alle 14.15

PAIRS FP (16 febbraio)
RAI 2 e RAISPORT+ 1.30 - 6.00
RSI LA2 2.00 - 5.25

MEN SP (17 febbraio)
RSI LA2 2.00 - 5.30
RAI 3 e RAISPORT+ 4.00 - 5.30

MEN FP (19 febbraio)
RAI2 e RAISPORT+ 2.00 - 6.05
RSI LA2 4.15 - 6.00

DANCE OD (22 febbraio)
RAI 2 e RAISPORT+ 1.30 - 4.45

DANCE FD (23 febbraio)
RAI 2 e RAISPORT + 1.30 - 6.00

LADIES FP (26 febbraio)
RAI 2 e RAISPORT+ 2.00 - 6.00

GALA (28 febbraio)
RAI 2 e RAiSPORT+ 1.30 - 4.00

Come vedete mancano il corto delle donne e delle coppie di artistico...vabbeh accontentiamoci...

Se invece volete vedere tutto in differita di qualche ora...andate dal nostro cugino americano Eztv.it...
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lunedì 18 gennaio 2010

Fallen angel...o forse no

§Pattini d'argento§
Dopo aver visto il corto, non si può che essere d'accordo. Questo è un nuovo Johnny Weir. Uno che si è tenuto stretto il bronzo e ha guadagnato un posto nella squadra olimpica insieme a Lysacek e Abbott. E pensare che l'anno scorso aveva deciso di lasciare il pattinaggio...
Quindi ecco I love you I hate you

E per non tradurre lo stile "rosa" di questo blog ecco un piccolo estratto dalla conferenza stampa di presentazione del team olimpico:
Evan Lysacek: "Sono felice che Johnny sia tornato in forma e abbia superato le vicissitudini di quest'anno. Con lui la gara è sempre più interessante [...] Comunque credo che dovrebbe tentare il quadruplo la prossima volta"
Johnny Weir: "Non provarci con me, Evan. Non qui"
Risate generali.

E se volete vedere e sentire il resto...fate un salto. Ed ecco il programma lungo...

Il commento di Johnny è stato: "Sono tormentato riguardo a questa performance. Ci sono cose di cui sono fiero e errori che vorrei non aver fatto. Diciamo che ho voluto conservare quella perfetta e brillante performance che ho in mente per le Olimpiadi. In ogni caso ho rivisto il programma e il mio costume mi è sembrato carino. Quindi sono contento". Ma è più interessante come ha descritto il costume prima di scendere in pista: "Avete presente quando i gabbiani rimangono intrappolati nelle pozze di petrolio, su in Alaska? Quelle immagini in cui si intravedono solo le loro bellissime piume bianche che emergono appena da tutto quel catrame e quell'oscurità? Questa è l'ispirazione...Diciamo che ho avuto un anno difficile. E comunque dopo aver indossato un costume da cigno posso mettere qualunque cosa, nessuo si stupirà più. Potrei uscire sul ghiaccio vestito da banana gigante senza semtirmi a disagio".
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Un'attesa lunga 14 minuti

§Pattini d'argento§
1.00
Intanto che aspettiamo...
i protocolli dei giudici...
Comunico a tutti quelli che stanno aspettando con me che Johnny ha detto di essere molto felice del risultato finale, durante la cerimonia era allegro ha fatto diversi giri della pista con la badiera americana e ha ballato sulle note di Lady Gaga Bad Romance. In una delle foto del podio ha fatto una posa da "modello". Insomma è sembrato di buon umore.
1.14
Dall'account Twitter. E' ufficioso, ma è stato dichiarato che Johnny è nella squadra olimpica.. E dunque in bocca al lupo a Johnny! Continua...Read more!

domenica 17 gennaio 2010

E ora rimane solo l'attesa...

§Pattini d'argento§
Insomma quando ti chiami Lysacek il quadruplo conta. Anche se si cade...
E si può salvare una performance non proprio brillante anche negli ultimi secondi.
Johnny mi ha ricordata la Baiul in quella prova olimpica, quando aggiunse un'ultima combinazione all'ultimo secondo per guadagnare tutti i punti possibili.
Aggiungere la terza combinazione negli ultimi secondi, è proprio da Johnny.
Questa determinazione gli è valsa il bronzo...gli varrà anche la convocazione alle olimpiadi?

Ora c'è solo da aspettare.
E intanto guardare la classifica finale...
Che posso aggiungere? Abbott è mostruosamente bravo...

Place Name Points SP FS
1 Jeremy Abbott, Detroit SC 263.66 1 1
2 Evan Lysacek, DuPage FSC 238.63 2 3
3 Johnny Weir, SC of New York Inc 232.09 3 5
4 Ryan Bradley, Broadmoor SC 225.97 6 2
5 Adam Rippon, SC of New York Inc 225.07 4 4
6 Brandon Mroz, Broadmoor SC 201.27 10 6
7 Grant Hochstein, St Clair Shores FSC 192.73 8 7
8 Armin Mahbanoozadeh, Washington FSC 190.98 5 13
9 Keegan Messing, Alaska Assoc of Figure Skaters 190.35 12 8
10 Jason Wong, Skating Club of Boston 186.46 9 10
11 Richard Dornbush, All Year FSC 184.28 7 12
12 Jonathan Cassar, Detroit SC 182.23 20 9
13 Tommy Steenberg, SC of Northern Virginia 179.21 16 11
14 Dennis Phan, All Year FSC 175.97 13 15
15 Douglas Razzano, Coyotes SC of Arizona 175.04 11 17
16 Parker Pennington, Winterhurst FSC 173.03 15 16
17 Alexander Johnson, Braemar-City of Lakes FSC 168.29 22 14
18 Andrew Gonzales, All Year FSC 167.25 14 19
19 Shaun Rogers, SC of Wilmington Inc 165.00 18 18
20 Michael Solonoski, SC of New York Inc 150.76 21 20
21 Wesley Campbell, Nashville FSC 146.96 19 21
22 Daniel Raad, Park FSC 127.38 23 22
W Stephen Carriere, Skating Club of Boston
17
Questo è l'inizio del post. E questo è il resto. Continua...Read more!

Forse sì, forse no...ma in fondo che importa?

§Pattini d'argento§
Che vada alle olimpiadi o meno...Johnny è sempre Johnny.



Il documentario che ha seguito e seguirà Johnny nella sua strada verso il ghiaccio olimpico i intitola Johnny Be Good...Johnny, fai il bravo...ma come dicevo, Olimpiadi o no...Johnny è sempre Johnny. E come mi ha detto un'amica in un momento difficile: "non sei perfetta, ma di sicuro sei unica al mondo"
E se volete dare un'occhiata a qualche altro trailer del documentario Johnny be good, fate un salto. Ecco gli altri trailer


E il secondo



E il terzo



Eccentera eccetera....
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L'obiettivo non dovrebbe essere pattinare meglio?

§Pattini d'argento§

Ci stiamo avvicinando al momento in cui tutto si giocherà su un filo di lama, al centro di una lastra di ghiaccio lucida come uno specchio. Uno specchio in cui si rifletteranno i sogni di molti, ma si esaudiranno i desideri di pochi.
Non c'è amante del pattinaggio che non sia in fibrillazione, in questo periodo. Vancouver si avvicina. E con lei il sogno olimpico.
Intanto si dispongono gli schieramenti, si scelgono i capitani, si fanno avanti i pretendenti al trono.

In questi giorni in una sperduta cittadina dello Stato di Washington, Spokane, sta per essere incoronato il nuovo campione americano.

Oggi si è conclusa la prima fase della gara e Johnny è terzo. Nonostante un programma senza errori. Flawless lo hanno definito i commentatori americani. Ma un programma tecnicamente pulito e ben pattinato non è servito a dargli il secondo posto che avrebbe meritato, davanti a un Evan Lysacek particolarmente privo di smalto in un programma con diverse incertezze e un grave errore sull'uscita da un salto. 18 centesimi di punto. Di tanto è il vantaggio che Evan può vantare su Johnny, dopo il programma corto. 83.51 punti contro 83.69. Come dire che quando uno deve stare davanti, deve stare davanti. punto. Sempre meglio di quando ha vinto il titolo americano nonostante avesse il suo stesso punteggio. Al centesimo.

Date un'occhiata ai protocolli dei giudici e capirete di cosa sto parlando.

Eppure mentre pattinava sulle note di I love you, I hate you, una rumba che rappresenta perfettamente la sua storia sul ghiaccio e fuori, Johnny sembrava ben lontano dai giochi di potere che si scatenano a ridosso di ogni Olimpiade.
Anzi.
In questi giorni Johnny è apparso insolitamente calmo e controllato. Sereno addirittura.
Una cosa che ha ben colto Kristina Ziegler, una delle Johnny's Angel, nelle sue foto degli allenamenti.

DSC_0100copy.jpg


Molti hanno attribuito la sua serenità a un'eccessiva fiducia in se stesso. Alcuni lo hanno giudicato sprezzante. Chi lo ha osservato con più attenzione ha invece riconosciuto la tranquillità di chi ha smesso di lottare contro nemici immaginari o reali, avversari più o meno costruiti e lobby di potere più o meno dichiarate.
In conferenza stampa prima del programma corto, Johnny ha espresso il desiderio di riconquistare il titolo, quando gli altri mantenevano un profilo basso riciclando l'adagio "l'importante è partecipare".
Ha anche ironizzato su se stesso, come è sua abitudine, sottolineando che è il pattinatore che, nella storia, ha perso più punti con un solo salto, il famigerato quadruplo toe-loop che non ha mai sentito davvero "suo".
Ha però anche ricordato che la cosa fondamentale, in una competizione di pattinaggio, non dovrebbe essere puntare a fare più quadrupli degli altri, ma a pattinare meglio degli altri.
Sul suo account twitter, che aggiorna costantemente come un bravo figlio della sua era o come uno che ha capito che per continuare a pattinare, dopo che le luci della ribalta si saranno spente, non contano più tanto le medaglie, quanto il favore del pubblico, ha commentato il risutlato con la solità schiettezza "Molto soddisfatto. Finalmente si dorme. Grazie a tutti quelli che mi hanno fatto sentire il loro calore in pista".


Se volete vedere l'ordine di discesa per il programma libero:

Warmup Group 1
1 Jonathan Cassar, Detroit SC
2 Daniel Raad, Park FSC
3 Michael Solonoski, SC of New York Inc
4 Alexander Johnson, Braemar-City of Lakes FSC
5 Wesley Campbell, Nashville FSC
Warmup Group 2
6 Andrew Gonzales, All Year FSC
7 Stephen Carriere, Skating Club of Boston
8 Shaun Rogers, SC of Wilmington Inc
9 Tommy Steenberg, SC of Northern Virginia
10 Parker Pennington, Winterhurst FSC
11 Dennis Phan, All Year FSC
Warmup Group 3
12 Keegan Messing, Alaska Assoc of Figure Skaters
13 Brandon Mroz, Broadmoor SC
14 Douglas Razzano, Coyotes SC of Arizona
15 Jason Wong, Skating Club of Boston
16 Richard Dornbush, All Year FSC
17 Grant Hochstein, St Clair Shores FSC
Warmup Group 4
18 Ryan Bradley, Broadmoor SC
19 Adam Rippon, SC of New York Inc
20 Armin Mahbanoozadeh, Washington FSC
21 Evan Lysacek, DuPage FSC
22 Johnny Weir, SC of New York Inc
23 Jeremy Abbott, Detroit SC
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sabato 23 maggio 2009

Pop star on ice

§Pattini d'argento§

Come capite dal titolo della rubrica non sto parlando del nuovo concerto di Marco Carta al Palaghiaccio di Lugano (ebbene si Carta canta anche in Svizzera...), ma di qualcosa di molto MOLTO più rilevante!

"Cartine" vi prego non uccidetemi. Signor Marco Carta, baciamo le mani. Onore e rispetto...
Ma la vera Pop Star On Ice per il mondo non è lei..

Lo so, lo so. E' passato un mucchio di tempo...ma quale momento migliore per fare la mia ricomparsa...se non questo?! Come perché???
E' online il trailer ufficiale del documentario dell'anno!
Parteciperà ai principali Festival indipendenti, musica del pluripremiato GIOVANNI SPINELLI. Regia di DAVID BARBA & JAMES PELLERITO....no non è uno scherzo è...

POP STAR ON ICE


.
Beh questo è il teaser trailer. Il più divertente...e parliamone...il rap è geniale. Se invece volete il trailer ufficiale (boooooring) fate un salto! Eccolo qui..

comunque continuo a preferire il teaser
bax Saki Continua...Read more!