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domenica 30 marzo 2008

Di baci rubati, talenti sfrattati e Amici arrabbiati

§Pattini d'argento§ e §Teledipedenze&


Non riuscivo a scegliere in quale delle due rubriche inserire questo post...

Perché mentre ascolto in sottofondo i *veri* talenti di American Idol (impressionante il livello, davvero), leggo la notizia del ricorso dell'Adoc per possibili brogli nel televoto di Amici e subito dopo quella sul dubbio ingresso di Cristina come "prima tra gli esclusi dal passaggio al serale" per sostituire Francesco "principe blu" Mariottini in alcuni balletti, la mitica estriel mi segnala il video del famigerato "bacio a distanza" tra Verner e Joubert...Quindi capite anche voi che questo sarà un post molto post-moderno (o pop-moderno se preferite...)

Ma andiamo con ordine e partiamo dalla cosa fondamentale di queste ore...

Il "bacio incriminato"...tra Verner e Joubert ovviamente!
Questa è una scena che è stata mostrata a Goteborg sui monitor dell'Arena mentre aspettavamo il punteggio di Joubert. Avevamo le lacrime agli occhi dal ridere...

Poi l'annosa questione X-Factor/Amici/Talent Show.
In questi giorni, dopo l'ennessimo spostamento di X-Factor sempre i crisi di ascolti (andrà in onda stasera in collocazione ancora inedita) molti riflettono sugli adattamenti italiani dei format stranieri e in particolare sulla questione "come è possibile che un format di successo come American Idol e la sua costola X-Factor siano dei tali flop in Italia?" e soprattutto "come è possibile che da programmi come American Idol esca gente del calibro di Jennifer Hudson (vincitrice di un oscar per Dream Girls) o Leona Lewis, mentre da noi i Talent Show sfornano "fenomeni" come Federico e sepelliscono talenti come Giulia Ottonello?".
Ecco allora che su blog e giornali impazzano le ipotesi più azzardate. In Italia non ci sono veri talenti, le selezioni sono fatte male, le giurie di qualità non sono di qualità e quindi non premiano il vero talento, il pubblico tv non è quello che compra i dischi e quindi vota il personaggio e non il cantante....

La discussione a mio parere dovrebbe spostarsi sui termini o meglio sulle definizioni.
Come avevo già avuto modo di dire in un altro post il punto della questione è che in Italia NON ESISTONO veri Talent Show (parlo della tv in chiaro naturalmente). Anche X-Factor che pure ha origine da questo tipo di Format si è presto trasformato in una povera declinazione del nuovo corso intrapreso quest'anno da Amici, ovvero "spazio al protagonismo dei professori e alle loro contrapposizioni di genere, stile e professionalità" a scapito dei ragazzi che *dovrebbero* essere i protagonisti del programma. Scommettiamo che della settima edizione di Amici ci ricorderemo le discussioni tra Celentano e Garrison o quelle tra Di Michele e Jurman, mentre ben difficilmente ci rimarranno impressi volti e nomi dei ragazzi della scuola?
E scommettiamo anche che l'unica cosa che rimarrà di X-Factor saranno le discussioni (pur finte, fintissime) tra Morgan e Ventura?

Da questo punto di vista ha ragione Walter Siti che dalle pagine di Vanity Fair (sì sono pop, non l'avevate capito???) afferma:

"Il televoto fa sfracelli, promuovendo quasi sempre gli artisti più mediocri; ma quale occasione migliore per intervenire con giurie di qualità che correggano il tiro? Sarebbe finalmente pedagogia. ma le giurie di qualità si riempiono (anche a Sanremo) di vip del tutto incompetenti”.

Ha ragione a dire che se si dà ascolto alla folla si finisce per far vincere Barabba, così come ha ragione a dire che giurie di qualità incompetenti non premiano il talento, ma il "bel faccino".

Trovo però inutile continuare a lamentarsi del fatto che Amici, X-Factor e compagnia bella non premiano il vero talento, perché è evidente che non sono impostati e pensati a questo scopo.
Guardate il provino del mitico "numero 73". Voi sentitelo cantare questo piccolo fenomeno. Vi chiederete come sia possibile che non sia nella "scuola della musica".



Bene la risposta è semplice. Amici NON è un Talent Show. I criteri di selezione non si basano sul solo talento. Per funzionare ad Amici, De Filippi e company non si stancheranno mai di ripeterlo, devi avere "qualità televisive" perché Amici è un programma televisivo, pensato come tale e realizzato come tale.

Se poi vogliamo discutere su questo presupposto, d'accordo, ma allora bisognerebbe anche essere in grado (o avere il coraggio) di proporre un'alternativa valida come un American Idol o un SYTYCD portando il format fino in fondo e non cambiandolo 840 volte in una sera trasformandolo in un oggetto non ben identificato come si è fatto con X-Factor.

Dopodiché mi piacerebbe anche che mi portassero l'esempio di un altro programma italiano, oltre ad Amici, che ha portato la danza classica in prima serata vincendo negli ascolti contro la concorrenza.

Detto questo passiamo alla questione ADOC che esprime dubbi sulla regolarità del televoto di Amici. Leggete qui. Ora mi sembra che qui si scopra l'acqua calda. Un televoto che viene chiuso a piacimento della produzione, un numero di prove che non sono mai le stesse, uno spazio dato ai concorrenti che non è mai uguale, una costruzione della settimana precedente alla sfida che è sempre a favore dell'una o dell'altra squadra, possono questi essere i presupposti di un televoto regolare?
Mah. A me questi che arrivano dopo 7 edizioni 7 a constatare l'ovvio mi lasciano un po' basita.

Per quanto riguarda la vicenda Cristina / Vincenzo.
Chicco annuncia i due possibili sostituti di Francesco "principe blu" Mariottini con le seguenti parole "Gennaro è l'ultimo ballerino uscito dei blu, Cristina era la prima esclusa dal passaggio al serale".
Falso. Il primo in ordine di classifica (ovvero il terz'ultimo essendo stati eliminati gli ultimi tre) era Vincenzo Mingolla, anche lui ballerino, come hanno prontamente sottolineato quelli di Tvblog.

Questo si chiama pongo-regolamento (dove per pongo si intende proprio il materiale plastico modellabile a metà tra la plastilina e il Didò).
Il pongo-regolamento è stato applicato fin dalla prima edizione di Amici, è grazie al pongo che il ballerino Leonardo (finalista della prima edizione) fu ammesso nella scuola pur avendo perso una sfida di ingresso e non essendo all'epoca prevista l'opportunità di ripresentarsi a sfidare...
In sostanza il pongo-regolamento sostiene che "tutto quello che è scritto nel regolamento controfirmato dai ragazzi può essere cambiato in qualunque momento a discrezione degli autori".
E se state pensando "il solito schifo della tv italiana" allargate i vostri orizzonti. Andate a leggere i regolamenti che le banche fanno sottoscrivere ai loro clienti e vedrete che il pongo-regolamento è ovunque...

Del resto che senso avrebbe avuto per la produzione ripescare un ballerino che appena uscito dalla scuola ha messo in dubbio che ci fosse una reale meritocrazia nelle scelte ("sono stati bravi a buttarmi fuori" "si premiano le discussioni e non il talento"...un altro che ha scoperto l'acqua calda...ma Amici non l'ha mai visto in questi anni??) e ha rilasciato di recente un comunicato stampa

Se volete approfondire l'argomento ecco alcune fonti attive sul "caso" oltre al già citato tvblog...
Riverblog
Gossipblog

Per quanto mi riguarda vedo solo l'ennesima applicazione del pongo-regolamento. Nessun "caso".

Umore: iperattiva

Bax
Saki

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mercoledì 9 gennaio 2008

La morfologia della fiaba di Amici

§Teledipendenze§

Parto da una vignetta di Calvin e Hobbes disegnata come si dice "in tempi non troppo sospetti" e pubblicata il 19 gennaio 1986.

Credo che al di là di tutti i discorsi più o meno intellettuali che si possono fare sia la migliore visualizzazione del meccanismo che incatena lo spettatore a programmi come Amici.
Sì ho detto proprio Amici. Sì, Amici di Maria de Filippi.
Chi mi conosce lo sa. Un po' per lavoro, un po' per spirito onnivoro, un po' perché quando tua madre si laurea in filosofia con una tesi sulla copertura mediatica del primo Grande Fratello la tua strada è inevitabilmente segnata, io guardo Amici.
Sì, proprio Amici di Maria de Filippi.
Ora potrei dire che il mio modo di guardarlo è più da addetto ai lavori, più distaccato, più riflessivo...potrei spingermi fino ad affermare che il mio modo di guardare Amici è "metatelevisivo". Guardo come la gente guarda Amici. Lo guardo per capire come funzionano certi meccanismi di attrazione e seduzione dello spettatore. Il mio guardare Amici si inserisce nell'ambito della riflessione sul modo di fare e guardare la televisione oggi.
E non direi bugie. E' tutto vero.
Ma diciamocelo. Guardo Amici anche perché mi diverto a commentare l'ultimo incredibilmente sfrontato espediente inventato per mandare avanti il programma. Guardo Amici perché lo guardano molti dei miei "amici" (quelli veri) e spesso si organizzano esilaranti "visioni collettive". Guardo Amici anche perché il livello è talmente basso che la differenza tra Amici e un brutto programma è la stessa che passa tra un brutto film e un B-movie anni 70-80.
Un brutto programma, o un brutto film, è brutto e basta. Amici o un B-movie sono talmente kitch, trash, sbracati, follemente lontani da una qualunque realtà esistente o coerente che possono, e sottolineo possono, diventare CULT per alcuni spettatori.
Ora il cultore di un certo programma trova nella maggior parte dei casi interesse e valore in quello che la critica ufficiale e il buon gusto lasciano ai margini, i difetti diventano qualità e il kitsch un puro effetto di stile. Il cultore può arrivare a sviscerare e analizzare la sua opera di culto con strumenti che di solito attengono all'analisi testuale e televisiva "alta", quelli che si usano per pratiche culturali tipo andare a vedere la lirica, i musei, i concerti di classica, il balletto e chi più ne ha più ne metta.
E' ciò che fanno alcuni dei membri del già citato forum e i curatori dell'omonimo sito Nemici di Maria e Cicciobaffo.
Le dinamiche e l'organizzazione narrativa di Amici può essere facilmente spiegata con gli strumenti semiotici proposti nella morfologia della fiaba russa di Propp.
Quelli di Nemici di amici l'hanno capito, tanto che come vedete hanno reinterpretato personaggi e storie di Amici proprio sulla base dei principali CULT narrativi e cinematografici.

Ora l'operazione di analisi funziona più o meno così.
Esempio:
la "lotta" tra insegnanti di canto e danza abilmente divisi in "gruppo dei buoni" o per riprendere Propp e la sua morfologia della fiaba "aiutanti" del protagonista (in questo caso lo studente di turno) contro la tanto nota a chiunque abbia frequentato una qualunque scuola figura dell'insegnante "cattivo" alias "quello che ce l'ha con me senza motivo" alias "quello che ha i preferiti" alias "quello che qualunque cosa io faccia tanto mi dà insufficiente perchè mi odia" o per dirla alla Propp "l'antagonista". Vedi la triangolazione Susy (protagonista), Celentano (antagonista), Garrison (aiutante). O ancora la triangolazione Marco (protagonista), Jurman (aiutante), Di Michele (antagonista).
La lotta non è solo quella dell'eroe che per raggiungere l'oggetto di valore (la corona del vincitore ovvero il contratto televisivo e/o discografico ovvero denaro e onore) deve affrontare varie prove (esami a sorpresa, sfide...) e combattere contro l'antagonista principale e i suoi aiutanti. C'è anche la lotta che, attraverso la figura dell'eroe, si consuma tra l'antagonista e l'aiutante principale, portatori di due visioni opposte del mondo.

Vediamo il caso di Susy. Ballerina moderna, incapace in classica (anche per mancanza di studio) poco dotata fisicamente. Susy studia, supera sfide, messe in discussione, esami, migliora e guadagna con la sua perseveranza il favore del pubblico. Viene spesso salvata dall'aiutante e padrino Garrison mentre viene costantemente osteggiata dall'antagonista e matrigna Celentano. A loro volta Celentano e Garrison si scontrano, attraverso il corpo e le azioni di Susy (la danza classica è la base di tutto/la danza non è solo danza classica; la sbarra è la base di tutto ed è già danza/la sbarra è solo riscaldamento).

Vi tornano i conti?
Propp permetterebbe di andare avanti a oltranza. Si potrebbero mettere in gioco altri attori come Chicco (la regola/la legge), Luca (il mago capace di trasformare il regolamento per favorire o sfavorire i protagonisti)....
Ma mi fermo qui.

Tutte le locandine (e molte altre sono realizzate da Nemici di Maria e Ciccio Baffo e sono disponibili per la visione sul loro sito multimediale!). Se guardate Amici non perdetevelo!!!

BAx
Saki


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venerdì 4 gennaio 2008

SYTYCD 3

§Teledipendenze§

Non è un titolo in cirillico....è un acronimo per So You Think You can dance 3, programma americano dello stesso produttore di American Idol, incentrato sulla danza...perché ne parlo ora? Ho appena finito di leggere alcune notizie sul serale di Amici di Maria De Filippi...sigh. Fuori i talenti maggiori (pochi, sempre meno di anno in anno) dentro chi fa polemica. Esibizioni ridotte al minimo per dare spazio ai momenti "reality" che vanno a scavare nel privato dei concorrenti in una deriva che quella volpe di Meyrowitz, ormai celebre studioso delle comunicazioni di massa, aveva già previsto nella sua tesi di laurea pubblicata e rititolata "Oltre il senso del luogo". Un must.

L'esibizione pubblica del privato è una delle linee di tendenza della società contemporanea.
Ok.
L'invenzione delle casette stile Grande Fratello versione soft era anche stata carina nella terza edizione (a dire la verità la casetta dei "biondi" alias Olti, Sabrina e Samantha era stata da scompisciarsi dal ridere). Poi come ogni reality invention è degenerata. Ormai vedere i ragazzi cantare e ballare è un optional. I sabati, un tempo spazio di esibizione, sono ormai solo spazi di discussioni sterili o scuse per invitare ospiti che devono farsi pubblicità. L'unico modo per vedere l'amici che fu è recuperare vecchi filmati youtube o avere il satellite dove ancora non è completamente avvenuta la contaminazione reality.
Contaminazione sì. Perché Amici nasce come Talent Show, stile American Idol e non Reality Show, stile Big Brother.
Anche So you think you can dance è un Talent Show, solo che a differenza di Amici lo è davvero. I concorrenti sono ballerini con i controfiocchi (e non mi riferisco ai loro costumi), alcuni addirittura studenti del prestigioso American Ballet fondato dal geniale Baryshnikov.


Ora dopo che hai visto la terza stagione di So You Think You Can Dance, tornare ad Amici è sconfortante. Perché vedere i concorrenti ballare divinamente sulle coreografie di artisti come Wade Robson

(ballerino per Michael Jackson, coreografo per Britney Spears e N'Sync ai tempi d'oro, vincitore di non so quanti premi) ti fa capire che esiste un altro modo di portare la danza in televisione.

E di farla diventare uno spettacolo da prima serata. Uno spettacolo da tv generalista.
Vedi la mitica coreografia Hummin' Bird sulle musiche di memorie di una Geisha mirabolmente interpretata da Hok, giapponese trapiantato in America, un virtuoso della breakdance, e Jaimie, giovanissima ballerina di stile contemporaneo.


Il meccanismo del programma e in particolare della selezione iniziale non è poi così diverso da Amici. I ballerini selezionati nelle principali città americane confluiscono a Las Vegas per una settimana di stage con i coreografi del programma e attraverso un meccanismo rigidissimo stile Chorus Line vengono ridotti a 20 (10 maschi e 10 femmine). Avete presente i casting di Amici? Ecco un'altra cosa....perché qui vengono selezionati i più talentuosi e non i più personaggi...

All'inizio del programma vengono formate delle coppie con un sistema di sorteggio anche se il voto da casa rimane sempre "individuale" (alla fine verrà eletto il "ballerino preferito dagli americani". Il sistema di giudizio delle esibizioni premia però il talento perché a giudicare sono professionisti e coreografi di fama mondiale (vedi ad esempio la mitica Debbie Allen, l'insegnante di danza del serial Saranno Famosi).
C'è una classifica di gradimento stilata grazie al voto del pubblico che però è concentrato solo nelle due ore successive alla diretta del programma. Sono poi i giudici a scegliere chi eliminare (un maschio e una femmina) tra gli ultimi 3 classificati tra i ballerini e le ballerine. Questo significa ovviamente che spesso le coppie "scoppiano" e vengono rimescolate. Lungi dal metterli in crisi, questo meccanismo dimostra la versatilità dei concorrenti, qualità fondamentale dato che ogni settimana le coppie devono ballare uno stile diverso, dal ballo da sala all'hip hop, spesso lontano dal proprio.
Prendiamo ad esempio Pasha e Sara, lui ballerino di danze latino americane, lei di hip hop, dopo l'eliminazione dal gioco dei rispettivi partner sono stati "accoppiati" e dopo soli 3 giorni di lavoro insieme ecco il risultato:


E poi la mia esibizione preferita. Neil e Danny, ballerini contemporanei, in una coreografia di Mia Michaels (quella che ha coreografato il pluripremiato Chicago, tanto per intenderci). Tema la battaglia tra due principi. Della danza!

Dopo di loro il diluvio...
Insomma se siete arrivati fin qui e vi siete visti tutti i filmati, condividerete il mio sconforto...
Altrimenti...
Tornate indietro a rivederli!

E ora la domanda nasce spontanea.
Perché continuo a guardare Amici?
Non so perché...forse spero che prima o poi torni ai fasti della seconda edizione, quella sì avrebbe potuto competere con i talent show americani...
Forse per abitudine. Quando ti affezioni a un programma è difficile abbandonarlo, anche se il format iniziale viene lentamente stravolto.
Forse perché studiando comunicazione televisiva non puoi prescindere dai fenomeni televisivi di massa.
O forse per tutto il sottotesto - sottobosco - subcultura che ruota attorno ad Amici e che ormai è diventato più interessante del programma stesso. Vedere
Nemici di Amici
per credere....

Bax
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