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martedì 23 febbraio 2010

Le parole stanno a zero

§Pattini d'argento§
Il mondo del pattinaggio è uno strano mondo.
Un mondo in cui può accadere una rivoluzione e al tempo stesso vincere la tradizione nella stessa sera.
Ieri a tarda notte (o stamattina presto a seconda di come vediate le giornate) la danza è scesa sul ghiaccio di Vancouver.
I favoriti dopo l'ingiustificato oro ai Campionati Europei erano i russi DOMNINA Oksana /
SHABALIN Maxim. Favoriti perché avevano già altre medaglie pesanti al collo, favoriti perché la Russia dopo l'imprevedibile secondo posto di Plushenko non aveva (e non avrebbe più avuto) una medaglia d'oro nel pattinaggio di figura. Favoriti nonostante un infortunio che da tempo ormai ha dato un freno potente al loro talento e al loro modo di pattinare. Favoriti. Punto. Eppure oggi la danza su ghiaccio è ben altro. Oggi la danza sono i canadesi Tessa VIRTUE /Scott MOIR e gli americani Meryl DAVIS / Charlie WHITE.

Giovani, moderni, nati e cresciuti nel nuovo sistema di punteggio e quindi completamente a loro agio nelle complesse (e fumose) composizioni di componenti tecniche e artistiche. Capaci di associare una tecnica pulita e perfetta a una vena artistica e a uno stile purissimo.
Oggi la danza sono i programmi intensi e intimi di Federica FAIELLA / Massimo SCALI, due che sul ghiaccio non si limitano a pattinare in maniera fluida e pulita, ma sanno anche raccontare una storia. La loro storia. La nostra. Il loro programma libero pattinato sulle note de "Gli Emigranti" di Nino Rota è un omaggio agli emigranti italiani, alla loro lotta per emergere, alla forza con cui mantengono stretto il legame con la loro cultura di origine. Ma è anche stato un modo per condividere il loro vissuto, il loro stato d'animo. Anche Federica e Massimo sono emigrati, anche se non si possono definire propriamente degli "emigranti". Anche loro hanno sofferto la distanza, geografica e affettiva, dalla loro patria, dalla loro famiglia, dai loro amici. In America hanno trovato le condizioni di allenamento migliori che potessero avere, ma hanno sacrificato parte del loro spirito, parte del loro privato.
Il loro programma racconta questa complessa alternanza di gioia e dolore, la difficoltà di battersi ogni giorno per resistere, per conservare la propria identità pur dovendosi adattare a nuovi panorami, nuovi sapori, nuove voci.
Agli Europei grazie all'intensità della loro interpretazione non solo in questo programma, ma anche nell'original, dove hanno portato una musica folkloristica italiana sul ghiaccio,hanno battuto agli Europei proprio la coppia russa in due programmi su tre. Eppure sono rimasti secondi, perché le giurie hanno premiato in maniera così spropositata i russi nel primo programma (quello obbligatorio) che recuperare il gap nelle fasi successive della gara è stato impossibile.
Paradossalmente con il vecchio punteggio avrebbero vinto gli Europei.

L'inizio della gara olimpica sembrava aver confermato il tradizionale andamento delle cose.
I russi primi, senza che neppure un giudice battesse ciglio.
Dietro tutti i migliori. Federica e Massimo quinti.

L'original però sembra aprire una breccia nel muro di un giudizio che sembra già deciso prima che gli atleti scendano sul ghiaccio.
Canadesi e americani passano al comando. Anche perché la danza folkloristica proposta dairussi sembra una parodia delle danze aborigene e solleva l'unanime critica di pubblico e giurie.
Nonostante un grandissimo original Federica e Massimo rimangono relegati al loro posto. Messi in fila come bravi soldatini. Dal kiss and Cry sorridono, soddisfatti di se stessi, giustamente, anche se non premiati dal giudizio. Dopo la gara sottolineano con forza che non è ancora finita, che sono pronti a lottare per dimostrare che meritano il podio.

Il libero regala al mondo del pattinaggio un piccola rivoluzione. Canadesi e Americani regalano due performance stellari. l futuro è già qui. E il punteggio lo dimostra.
Tra queste due coppie stilisticamente opposte, ma ugualmente ineguagliabili scendono Federica e Massimo, dimostrando che anche loro hanno qualcosa da dire, se non da dimostrare, sul ghiaccio. Sembrava impossibile, ma riescono a ricreare la magia degli Europei. Il pubblico è silenziosamente incantato prima di scoppiare in un applauso liberatorio.
Federica e Massimo superano il loro personal best, significa che ottengono il miglior punteggio della stagione.
Ma non basta per tenerli davanti agli americani, troppo distacco nelle due fasi di gara precedenti.
Soprattutto non basta a tenerli davanti a quei russi che regalano la performance più appannata della serata. Eppure guadagnano un bronzo olimpico.

Ecco in questo bronzo c'è il simbolo di un cambiamento e al tempo stesso la traccia di una consuetudine che continua ad avvelenare la danza su ghiaccio e ne sporca la purezza.

Il cambiamento sta nell'oro di Virtue e Moir, nell'argento di Davis e White. La rivoluzione sta in due ventenni canadesi che conquistano il gradino più alto del podio con la sola forza del loro talento. La novità è che nella notte olimpica è stato premiato chi ha pattinato meglio e non chi doveva vincere per conservare degli equilibri politici.

La consuetudine sta proprio nel bronzo dei russi. Un bronzo che, sul ghiaccio, hanno dimostrato di meritare americani e italiani, ma che non poteva che essere dei russi. Perché da cinquant'anni a questa parte non c'è podio olimpico della danza che non veda dei russi su uno dei gradini.
Perché relegare i russi al quarto o quinto posto avrebbe voluto dire condannare anche i giudici che li avevano tenuti sul gradino più alto agli Europei.

Così questa è stata una notte rivoluzionaria. Nel suo commento Maurizio Margaglio ha mostrato un'evidente commozione, una gioia incontenibile nel vedere riconosciuta l'evidenza del talento. Finalmente. Lui che, insieme a Barbara Fusar Poli, ha sempre lottato strenuamente per infrangere il muro della consuetudine, l'abitudine a giudicare la bandiera prima dell'atleta.
Ha ragione Maurizio a gioire.
Qualcosa è cambiato. Molto ancora deve cambiare, perché il quinto posto di Federica e Massimo proprio non si può vedere. Come non si può vedere il 15 posto nel libero di Anna CAPPELLINI / Luca LANOTTE (12 posto finale). Perché come Federica e Massimo, anche Anna e Luca hanno regalato nel loro libero tanta energia e bellezza da lasciare incantato lo stadio olimpico e strappare applausi a scena aperta dal pubblico canadese. Questo non li ha protetti da un giudizio ingiustificabile. La loro bandiera non li ha protetti.
Quindi qualcosa è cambiato. Una porta si è aperta. Ora bisogna avere il coraggio di oltrepassare la soglia.

E se volete vedere quello di cui sto parlando. Fate un salto nell'altra pagina...magari un triplo axel. Ecco i video.




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giovedì 21 gennaio 2010

Il sole italiano sul ghiaccio di Tallin

§Pattini d'argento§
Un commento all'ultimo post ha rispecchiato così tanto il mio stato d'animo che ho deciso di incorporarlo in questo post. Parlando del ritiro inaspettato e purtroppo obbligato di Marika Zanforlin e Federico Degli Esposti, SparklingDiamond scrive: "Che tristezza il ritiro di Marika e Federico, tutto questo tempo passato a inseguire il sogno e invece... non avere neppure l'occasione per lottare per esso".
Marika e Federico hanno davvero lottato fino all'ultimo per realizzare quel sogno olimpico che sulle rotelle, nonostante i loro successi, era, per ovvi motivi, impossibile. Hanno cambiato città per diverso tempo, hanno scommesso su un nuovo progetto, su un nuovo team, si sono messi indiscussione completamente, loro che avrebbero potuto finire la carriera sugli allori.
Spiace davvero dover riportare che a causa di un male di stagione, non hanno potuto dimostrare il loro incredibile miglioramento, la loro dediczione incrollabile, la loro sintonia ritrovata, proprio quando era più importante farlo.
Posso solo abbracciarli virtualmente in attesa di dargli un abbraccio vero!

Eppure anche in giorni che ho definito agrodolci può arrivare una gioia grande, anche se non inaspettata. Dico non inaspettata perché Federica Faiella e Massimo Scali lavorano da una vita in vista di un obiettivo e hanno già collezionato successi internazionali. Penso che la loro medaglia a Helsinki rimarrà indimenticabile per tutti noi che li abbiamo seguiti dall'inizio.
Ma ora c'é qualcos'altro da festeggiare, perché comunque andrà la gara, oggi ci hanno regalato un momento di grazia. Quel momento perfetto in cui tutto va come deve, il pattino scivola con la giusta velocità, il corpo si muove con una fluidità che appare naturale, i volti sono illuminati da una rinnovatza serenità.

Oggi Federica e Massimo hanno pattinato come molti di noi li avevano già visti fare. in maniera perfetta. Coinvolgente. Solare. Solo che oggi lo hanno fatto davanti al mondo. E davanti a una giuria che non ha avuto il coraggio di negare la loro superiorità, o forse ne ha avuto nel riconoscerla.



Che dire se non che mi hanno commossa come quando li vedo dal vivo?

Intanto grazie a Lorenzo che sta lavorando a Tallin abbiamo una foto della conferenza dopo gli obbligatori (qui la "small medal" cioé la medaglia di una parte di gara, è d'argento...oggi è d'oro...ma la gioia è simile!!)


E se volete vedere meglio i punteggi...fate un salto!
Ecco qua la classifica dettagliata...vederli primi fa un certo effetto!. Continua...Read more!

mercoledì 20 gennaio 2010

Agrodolce

§Pattini d'argento§
A volte la fatica, gli allenamenti, i sacrifici, non pagano. Come quando ci si deve ritirare da una competizione che hai aspettato da una vita. Come quando devi uscire da quella gara che potrebbe portarti a un passo più vicino dal tuo sogno.
A volte invece sì.


E se volete vedere anche i punteggi...fate un salto! Ecco i punteggi dopo il ballo obbligatorio. Continua...Read more!

domenica 1 febbraio 2009

Magic Moments - part 2

§Pattini d'argento§

Ed ecco come promesso altri momenti magici nelle notti di helsinki!







































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venerdì 30 gennaio 2009

Magic Moments

§Pattini d'argento§

E ora per dare un'immagine alle emozioni che vi ho raccontato nel post precedenti...
Ecco le prime foto da Helsinki!



E se volete vedere anche le altre...voltate pagina!!!


























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giovedì 29 gennaio 2009

Ghiaccio d'argento

§Pattini d'Argento§

Mai titolo più appropriato perché i pattini italiani che hanno solcato ne disegnato il ghiaccio di Helsinki, quest'anno, sono davvero d'argento.
Argento.
Argento come la luna che brilla nel cielo notturno di Helsinki quando Samuel Contesti conquista una medaglia che l'Italia aspettava dal 1954.
Argento come la luna che Federica e Massimo inseguono durante il loro programma libero per poi stringerla in un abbraccio pieno di gioia e lacrime sul podio europeo.
Argento come la luce che si sprigiona dai ricami del costume di Carolina, capace di riscattarsi dopo il disastro del corto.

"Siamo diventati la Russia del pattinaggio" ha commentato Manu, presenza storica tra le fila degli appassionati italiani del ghiaccio.

Certo quella di Helsinki è stata "una vittoria di squadra che fa ben sperare per il futuro" per usare le parole di Ottavio Cinquanta.

Per quanto mi riguarda non tornavo a Helsinki dal 1999, quando il 5 posto di Barbara e Maurizio la buona performance di Silvia Fontana e la qualificazione di Angelo Dolfini per il programma libero sembravano qualcosa di grande. Grandissimo. Promesse per un futuro roseo, anzi azzurro.
Su questo riflettevamo con Maurizio (Margaglio) a fine gara. Su quanto sono cambiate le cose per il ghiaccio italiano in 10 anni. Nel '99 anche una sola medaglia d'argento a un campionato europeo sembrava fantascienza. "Ma questa non è fantascienza, è realtà" commenta Mauri che insieme a Barbara ha ridato all'Italia sogni d'oro quando la dana era ancora la disciplina cenerentola dei campionati.
L'unico rammarico è che se il nuovo punteggio ha migliorato e reso più appassionanti le gare dell'artistico lo stesso non si può dire per la danza dove sembra si deba trovare ancora un equilibrio tra le richieste tecniche e la componente artistica. "Se vedo un altro sollevamento in posizione billman..." commenta Mauri durante la finale della danza, proprio prima dell'ultimo gruppo. E anche se non finisce la frase sappiamo tutti cosa intende. La danza sembra aver perso quella vena artistica e originale che la contraddistingueva da tutte le altre discipline del ghiaccio. L'ISU sta riflettendo sul problema, intanto ha aggiunto la possibilità di un sollevamento opzionale che si può inserire nel programma. Non conta ai fini del punteggio, ma è un piccolo passo verso una ricerca che sia soprattutto artistica e non solo tecnica.

E allora parto proprio dalla danza per ripercorrere le emozioni di questa settimana finlandese passata tra la neve ma soprattutto sul ghiaccio.

Come sempre voltate pagina....



Federica e Massimo arrivano convinti di poter fare grandi cose. Con il ritiro dei francesi testa di serie il podio non sembra più un sogno impossibile. "Voglio solo divertirmi" commenta Massimo poco prima di scendere in pista per l'original e poco dopo l'inaspettato ma meritatissimo secondo posto negli obbligatori. Ma l'aria che si respira tra le fila dell'entourage italiano è ben altra. La sete di medaglie si fa sentire prepotente. Tutti si aspettano che Fede e Massi gli versino un bel bicchiere di acqua fresca. E invece quello che ci regalano è un sorso di buon vino italiano. Il loro original emoziona e conquista il riservato pubblico di Helsinki. Quando sventoliamo bandiera e facciamo risuonare grida e applausi prima che i ragazzi scendano in pista una signora finlandese ci guarda con circospezione e ci rivolge un sorriso forzato come dire "non siamo mica allo stadio" (non a quello di calcio signora, ma il tifo si può fare anche qui). Alla fine dell'original è in piedi con noi ad applaudire la coppia italiana. "So charming!" commenta.
Charming come questi giovani fred e ginger che hanno sfidato tutto e tutti pur di rimanere fedeli allo spirito originale del film Inseguendo la flotta, ignorando i commenti negativi sui costumi, le pettinature e dimostrando che quando sei davvero bravo le paillettes e il tulle si possono anche lasciare a casa.
Poco dopo Anna Cappellini e Luca La Notte. Lui scende in pista con una contrattura al collo per cui ha dovuto abbandonare in anticipo l'allenamento. Ma come ogni per ogni grande atleta che si rispetti, una volta che la lama tocca il ghiaccio tutto il resto perde importanza. Il male si dimentica fino a che quei 2 minuti e rotti non sono passati. E mi viene in mente Barbara Fusar Poli capace di vincere insieme a Maurizio un oro mondiale pur con il collo completamente bloccato.
L'esercizio non è brillante come al solito ma Anna e Luca pattinano in modo pulito, non lasciano punti sul ghiaccio e si riscatteranno comunque nel libero agguantando un quinto posto che mi fa ricordare con nostalgia Helsinki '99, quando un'altra coppia italiana era arrivata quinta tra i festeggiamenti generali. Che questo sia di buon auspicio anche per loro.

E qui cominciano i segnali che qualcosa di grande sta per succedere. La mattina del libero mentre giro Helsinki con alcuni amici mi imbatto in un carillon che suona la musica di Moonlight Sonata, quella su cui Fede e Massi pattineranno il corto. Decidiamo che "se tutto va bene dopo il libero glielo regaliamo". E mentre usciamo dal negozio le note ci rimangono nelle orecchie, come uno strano presagio.
Il toponiglio intanto è tornato nelle nostre mani dopo qualche vicissitudine. L'avevo dato a Massimo durante il libero coppie, come da tradizione devono tenerlo lui e fede fino al libero, ma riaverlo non è stato così semplice, tra orari che si accavallavano e incontri mancati. A poche ore della gara però la mascotte torna nelle mie mani, pronta ad essere lanciata sul ghiaccio come d'abitudine.
Prima di andare a prendere la navetta per la pista decido di cambiarmi, avevo messo una maglia azzurra, ma poi decido, di vestirmi di viola, nonostante sia figlia di attori teatrali e si sa che per noi gente di teatro il viola è out. Ma Paola Mezzadri, storica allenatrice di Fede e Massi si veste sempre di viola alle gare e non so perché questa volta decido di farlo anch'io. Cambio anche scarpe mettendo quelle ufficali delle Olimpiadi. Stranamente mi danno fastidio, ma non ho tempo di pensarci, sono già in ritardo. Una volta in pista mi accorgo che c'è qualcosa incastrato tra lo scarponcino e la caviglia, forse una moneta. Ma come diamine c'è finita? Sto per toglierla ma ci ripenso. Lo farò a fine gara per scoprire che si trattava di un Franco d'argento. Una piccola monetina che Federica ha voluto alla fine della gara. Una monetina simile a quella che Paola Mezzadri aveva trovato in occasione di un'altra gara importante e che ora tiene sempre con sé.
Durante la gara mentre stiamo organizzando il lancio del toponiglio la macchina fotografica di Silvia, la nostra super reporter, si rompe. Consolandola (sta già pensando che ai gironali per cui lavora mancheranno le foto delle finali danza e donne) le dico "Sissi una sfortuna così grande non può che portare una grande fortuna".
Ci spostiamo in tribuna atleti per stringerci accanto alla mamma di Massi e agli altri amici che sono venuti a tifare Italia. E meno male perché la tranquillità di una mamma è quello che ci voleva per salvarci da un attacco isterico quando durante il primo sollevamento del libero il pattino di Massi prende una scanalatura del ghiaccio e trema visibilmente. "Cosa sta succedendo" chiede Fede impegnata a mantenere l'equilibrio, il sorriso forzatamente stampato sul volto, in uno di quei momenti dove la va o la spacca. "Tutto sotto controllo" risponde Massi stringendo i denti. Quella medaglia la vogliono troppo per perderla così. Forza. Forza. Tenete duro. I pensieri si susseguono nella testa mentre il programma si dipana sul ghiaccio, raccontado la storia di pierrot innamorato di una luna splendida e irraggiungibile. Ma non è irragiungibile la splendida medaglia d'argento che Fede e Massi agguantano con la forza della determinazione. E quando Federica si scioglie in lacrime sul podio, la mamma di Massi si lascia finalmente andare. "Ci voleva. Ci voleva. Dopo tutti questi anni". Ci voleva, sì. Perché quando sei al limitare del podio per tanto tempo o ti abbatti o stringi i denti e fai un grande salto per riuscire a salirci su quel gradino. E Fede e Massi il salto l'hanno fatto cambiando completamente la loro vita. Rinunciando agli affetti, all'Italia, a tuto quello che conoscevano per lanciarsi nel buio. Paese nuovo, nuovi allenatori, nuove abitudini. ma si sa che quando si esce da un tunnell la luce splende ancora di più. Proprio come quella medaglia sul petto che va stretta forte e guardata per riuscire a credere che sì, ce l'hai fatta, quel posto che sognavi e che sembrava così vicino eppure così lontano è tuo, finalmente. E dopo il giro d'onore Fede e Massi vengono ad abbracciarci a bordo pista e dopo aver stretto per un tempo infinito la sua super mamma Massi ti dice con un sorriso da bambino "non è che mi presti la bandiera per le foto?" (naturalmente, sì perché è la storica bandiera di Silvia, quella che era con noi ad Helsinki '99 e che ha visto tante altre medaglie e che è stata sulle spalle di altri campioni, Massi lo sa e la stringe forte prima di avvolgersela addosso come un mantello magico). Fede invece non riesce a parlare, non riesce a muoversi. Sta li di fronte a noi, a pochi passi e ci guarda con quegli occhi enormi ancora più spalancati, ancora più azzurri sotto il mascara sparso dalle lacrime. E sorride di un sorriso che è purissimo e vero, come l'argento della medaglia che ogni tanto guarda, come per assicurarsi di averla al collo. "SWì, Fede. ' tua, è vera e non te la toglie nessuno. Ce l'hai fatta" le dico con un sorriso che nasconde la commozione. E poi via verso i festeggiamenti. Via a comprare quel benedetto carillon che il giorno dopo gli regaliamo. Quello che devono ascoltare almeno cinque minuti, tra le risate generali, per essere sicuri che sì, suona proprio la musica del loro libero! E' una gioia diffusa quella per questa medaglia. Una gioia condivisa. Da Anna e Luca che ricevono con grazia i complimenti per il loro buon risultato finale con anna che mima il gesto di arrampicarsi con fatica su una parete scoscesa, come a dire che questo risultato l'hanno strappato con le unghie e con i denti, contro ogni previsione. Da Isabella Pajardi e Stefano Caruso, alla loro prima importante gara senior internazionale, con Stefano che abbraccia e festeggia Federica "che grande medaglia, mi ricordo ancora quando ci allenavamo nella stessa pista a Roma e io ti vedevo come un mito e adesso sto qui in squadra con voi e c'è sto argento. E allora mi dico che niente è impossibile e che magari anch'io..." e non finisce la frase ma ci mette alla fine quel suo sorriso disarmante e sicuro. Quello delle persone che sanno di poter fare cose grandi. Da Paola che ancora una volta ha dimostrato con i fatti il suo valore come allenatrice. Da Marika e Federico che hanno avuto il coraggio di fare un salto nel buio passando dalle rotelle al ghiaccio e che guardano la gioia che circonda Massi e Fede con la speranza che un giorno non lontano possa essere la loro.

E a propoisto di Marika e Federico approfitto di questo post pubblico per ringraziarli pubblicamente di aver condiviso con noi questa settimana di grandi gioie e di averci resi ancora una volta orgogliosi di loro. Sono sicura che la loro stoffa da campioni verrà fuori, loro che sanno trasformarsi ogni volta che scendono in pista. Per loro è un momento di passaggio e sono sicura che il loro grande cuore li guiderà verso grandi orizzonti. Dopo il libero coppie un tifoso finlandese mi ha stretto la mano "you have two great couples". E come dargli torto? La classe di Marika e Federico non è acqua e Della Monica e Kokon hanno regalato un inaspettato 6 posto dimostrando che sì l'Italia c'è, anche nelle coppie di artistico.
E per la gioia dei giornalisti italiani che aborrono il toponiglio vi annuncio che è comparsa una nuova mascotte: lo scimanu. Una scimmietta blu e celeste che accompagnerà Marika e Fede nelle loro prossime uscite. Tremate gente, tremate, le streghe son tornate...

Ma l'Italia c'è anche nell'artistico maschile. Eccome se c'è. E per ricordarcelo ci voleva un ragazzo francese naturalizzato italiano, di poche parole in entrambe le lingue ma con un cuore abbastanza grande da contenere tanto l'amore per la patria natale che quello per la patria di adozione.
Ci voleva un cowboy entusiasta e entusiasmante per unire il pubblico italiano e francese, sparso tra le tribune dell'Hartwall Arena, in un unico grido "Samuel, Samuel, Samuel". Lo stesso nome, solo con un accento diverso. Scene mai viste. Fan italiani e francesi che applaudono insieme e si sorridono. E se è riuscito a unire due tifoserie storicamente rivali ci si chiede cos'altro sarà capace di fare questo grande campione. Grande quanto la sua modestia. Lui che durante i festeggiamenti ufficiali per la sua e le altre medaglie della nazionale italiana ti dice con un sorriso schivo "adesso bisogna tornare al lavoro. Fra poco ci sono i mondiali e magari mandano me. Voglio essere pronto". Magari. Come se ci fossero dubbi in proposito dopo quello che è riuscito a fare sul ghiaccio. Ma Samuel è così. Uno che si sente sempre sotto esame, che non si accontenta mai, che si mette sempre in discussione anche quando fa cose grandi. Grandissime.Un programma quasi perfetto. E se non fosse stato per quel triplo diventato doppio, chissà...di sicuro per il pubblico di Helsinki la gara l'ha vinta lui, dietro solo ad un Joubert appannato come non mai. "Ma lui è comunque un grande" commenta Samuel senza invidia, senza ironia. Solo pura ammirazione e rispetto per il lavoro degli altri. "I ragazzi (francesi) sono miei amici. Con Ponsero mi sono allenato una vita. E poi mi hano fatto tutti i complimenti". Tutto rosa e fiori allora? "Con la Federazione (francese) non parlo. Poi c'è gente a cui dico ciao e buongiorno e gente a cui non dico ciao e buongiorno. Perché se mi ferisci io sopporto ma non dimentico. Magari ho un brutto carattere, ma sono fatto così. Non ci posso fare niente" E che le ferite non siano ancora del tutto rimarginate lo si sente dal tono della voce che si abbassa anche se sulle labbra rimane l'abituale sorriso. Certo questi Europei gli hanno tolto un bel peso dalle spalle. Dopo quattro anni fuori dalle grandi competizioni questo era il suo grande ritorno, la sua occasione per dimostrare che quelli che lo davano per finito non avevano fatto i conti con la sua forza di volontà, la sua etica del lavoro, la sua passione per il ghiaccio. Ma quando gli chiedi come si sente adesso, riesce solo ad alzare gli occhi al cielo sorridendo e a tirare un gran sospiro di sollievo. Poi guarda sua moglie, una presenza silenziosa ma costante al suo fianco, e sorride di nuovo. Sì perché questa piccola Mia Farrow italiana che nasconde dentro un corpo minuto e algido una volontà di ferro è la vera artefice di questo cambiamento. E' lei che lo ha sostenuto in tutte le fasi del suo passaggio all'Italia, che non ha mai smesso di redere che suo marito fosse un grande campione, anche quando tutti dicevano che era un fuoco di paglia, uno che aveva perso il treno. E invece il treno Samuel lo ha solo cambiato in corsa. E siamo felici che abbia scelto le ferrovie italiane, anche se quelle fracesi vanno più veloci e magari sulla carta sono migliori. Ma del resto come ha detto lui "anche la Federazione italiana mi ha scelto quando non avevo ancora fatto risultati".

Chi ne ha fatti di risultati invece è Carolina che arrivava a questi europei come favorita. Purtroppo un pizzico di sfortuna nel corto le ha tolto quello che sarebbe stato un oro più che meritato, considerato come ha pattinato il libero. Purtroppo la seguivo dall'albergo dato che un virus mi ha abbattuto a letto (non prima di avermi fatto svenire in un bar sotto lo sguardo attonito dei finlandesi presenti) proprio sabato mattina. L'emozione però è stata ugualmente forte e alla fine dell'esercizio perfino un suo storico detrattore tra le fila italiane ha commentato "questa sì che è una campionessa". E lo è soprattutto come persona, lei che tra i festeggiamenti generali e pur con la delusione nel cuore per una tripletta che non è arrivata ha avuto la grazia di ricordare e ringraziare il team leader, Walter Zuccaro, storico giudice italiano, per il supporto e la serenità che ha dato a tutti in una settimana cos importante. Campionessa come il suo compagno, Alex che ha saputo alleggerire con il suo incontenibile umorismo le giornate di gara. Indimenticabile durante il party finale (a cui si è presentato con gli storici occhiali a cuore perché "bisogna prenderle con il sorriso le cose") il momento in cui ha trascinato una giornalista giapponese al centro della stanza gridando "E' Mao Asada! Mao Asada è venuta a farci i complimenti!"

E così la settimana è passata tra una risata e l'altra, tra un'emozione e l'altra, tra un argento e l'altro.
Ci sono gare che valgono più delle altre, gare che ti rimangono nel cuore e ce sai già che ricorderai a vita.
Questa era una di quelle.
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domenica 21 dicembre 2008

Direttamente dalla pista...

§Pattini d'argento§

Signore e signori benvenuti ai Campionati Italiani 2008-2009.

In apertura lasciatemi gioire per l'ennesima vittoria di Federica Faiella e Massimo Scali come sempre grandi, anche davanti a Cappellini e La Notte in grande spolvero.
Devo dire che adoro ADORO l'original di Federica e Massimo e che ripropongo qui per chi non l'avesse ancora visto...



La classifica finale

1Federica FAIELLA / Massimo SCALI
2Anna CAPPELLINI / Luca LA NOTTE
3Isabella PAJARDI / Stefano CARUSO
4Alessia AURELI / Marco GARAVAGLIA (ritirati)

E a proposito di ritiro...gli atleti sono caduti come mosche a sti nazionali!!!
Fortuna che quelli che sono rimasti hanno reso questi campionati davvero degni di essere visti e vissuti!

E ora in pista campioni vecchi e nuovi...sorprese, riconferme...e pensieri in libertà...

Come sempre se voltate pagina...

Tra i nuovi i campioni dell'artistico Nicole DELLA MONICA e Yannich KOKON che hanno conquistato il primo posto dopo l'improvviso ritiro di Magitteri/Hotarek e grazie a 1 punto di differenza con gli ex rotellari Marika ZANFORLIN e Federico DEGLI ESPOSTI.
E su questo apro una piccola parentesi. Prima ancora del ghiaccio seguivo le rotelle. Anche perché dalle mie parti di ghiaccio ce n'è poco ma di cemento su cui pattinare tantissimo! Marika e Federico erano i miei miti. 4 volte campioni mondiali. Inarrivabili. Peccato che nelle rotelle non ci sono Olimpiadi. Avrebbero vinto anche quelle. Poi un giorno un caro amico mi comunica che proprio Marika e Federico sono passati al ghiaccio. Coppie di artistico. Dopo lo stupore iniziale sono passata all'ammirazione. Sì. Perché per due campioni come loro ricominciare tutto da capo, ripartire daccapo è una grande prova di coraggio e di umiltà. Loro che erano sul tetto del mondo si sono rimessi in gioco. E dopo qualche disavventura i risultati cominciano a vedersi. Il salto che hanno fatto qualitativamente rispetto all'anno scorso è stato abissale. Il titolo italiano l'hanno mancato per un soffio. E l'avrebbero meritato. Tecnicamente sono decisamente superiori, e infatti il loro punteggio tecnico è il più alto. Certo la pattinata non è ancora fluida. Certo i components (il punteggio artistico assegnato dai giudici) non sono ancora al massimo. Ma credo ci sia spazio per migliorare anche li. Speriamo che questo risultato serva da stimolo per dare ancora di più. Per chi volesse scoprire qualcosa di più sul loro passato e il futuro date un'occhiata al loro sito. Con questo devo dire che anche Della Monica e Kokon sono una buona coppia, anche se trovo che abbiano pattinato sottotono in questa occasione.

Sempre tra le novità un'inedito podio femminile con l'attesa Kostner sul gradino più alto e le sorprese Rio e Berton davanti a una Valentina Marchei senza il solito smalto.
Su questo vorrei aggiungere però che al di là del risultato finale e dell'effettiva carenza della Marchei sul ghiaccio in questa occasione, questa atleta ha ancora una volta dimostrato tutta la sua grinta. Quarta già a partire dal programma corto e in evidente difficoltà durante gli allenamenti ha stretto i denti fino alla fine del libero di fronte a un pubblico attonito di fronte alla caduta della sua campionessa del cuore. E nonostante un bruciante quarto posto finale, a un passo dal podio, lei che l'anno scorso guardava tutti dal gradino più alto, ha saputo prendere la cosa con lo spirito di sempre. "E' solo una gara andata male. Capita. Non è una tragedia".
E Carolina? Anche lei non è stata proprio al massimo (addirittura terza nel punteggio tecnico del corto), ma è apparsa assolutamente decisa a prendersi un titolo che vale come diritto a partecipare alle gare internazionali, un diritto che, giustamente per il suo valore innegabile, ma non senza polemiche, le è stato concesso l'anno scorso nonostante la deludente assenza dai campionati nazionali.
Vera sorpresa comunque Francesca Rio che tra corto e libero ha portato a casa un bel po' di punti...la vedremo agli Europei? Misterooooo. In teoria sì...ma il mondo del ghiaccio è spesso imperscrutabile...Intanto ecco la classifica generale...

1Carolina KOSTNER
2Francesca RIO
3Stefania BERTON
4Valentina MARCHEI
5Roberta RODEGHIERO
6Sofia CURCI
7Alice GARLISI
8Deborah SACCHI
9Alice VELATI
10Martina BERNARD
11Cecilia ANESI
12Diana MICH

Negli uomini invece una riconferma...e che riconferma. L'assenza di Karel Zelenka sembrava all'inizio aver tolto un po' di sale alla competizione, ma devo dire che tutti hanno dato il massimo e reso la gara davvero interessante. Personalmente c'è un po' di rammarico per il quarto posto di Mascarello che adoro, sia come pattinatore che come persona, ma Contesti è stato inarrivabile e tanto Bacchini che Errampalli hanno meritato la loro posizione.
La cosa più bella è stata sentire l'entusiasmo sincero del pubblico che ha sostenuto quello che tutti l'anno scorso chiamavano "lo straniero" o "quel francese là". Da metà programma gli applausi coprivano la musica di Contesti. E anche sul podio è stato applauditissimo. Del resto uno che ti fa un triplo axel alla fine di un programma densissimo di difficoltà e prende un punteggio finale mondiale 228,70 cosa devi fare se non applaudirlo a scena aperta?
Quindi classifica finale...

1Samuel CONTESTI
2Paolo BACCHINI
3Ruben ERRAMPALLI
4Fabio MASCARELLO
5Luca DEMATTÈ
6Daniel AGGIANO
7Christian RAPIS

E poi alcune notazioni a margine. Bella gara nella danza junior con grandi miglioramenti della coppia Amati/Fabbri (tra l'altro pure l'altro fratello Fabbri si è lanciato nella danza da quest'anno anche se ancora fuori gara) e davanti a tutti gli inarrivabili Alessandrini/Vaturi...anche qui un marchio di fabbrica dato che il maggiore dei fratelli Vaturi è stato un grande campione della danza, per qualche anno in coppia con Alessia Aureli (ritiratasi dalla gara senior) e allenato da niente meno che Barbara Fusar Poli. Ma ecco la classifica finale:

1Lorenza ALESSANDRINI / Simone VATURI1
2Federica TESTA / Andrea MALNATI
3Paola AMATI / Marco FABBRI
4Sofia SFORZA / Daniel FERRARI
5Giulia MAGRI / Marco MANENTI

Anche le donne junior si sono fatte valere con la sorprendente Andermarcher, in finale solo seconda dietro la nota Shwienbacher e davanti alla Lovison, ma davvero promettente.
Come dite? Se sono sicura che sia una gara tra atlete italiane? Beh non dimenticate che la nostra campionessa senior fa di cognome Kostner...

Nello junior maschile non nascondo la delusione per la prova di Nikita Revine, sulla carta il migliore e finito solo, si fa per dire, terzo. Quando è sceso in pista mi ha fatto l'effetto di Plushenko nei fatidici mondiali di Nizza. Sceso dopo uno Yagudin davvero sottotono aveva la vittoria in mano e come si dice l'ha buttata nel primo cestino libero...
Diciamo che Nikita deve ancora lavorare molto sul lato "psi" delle gare. Ma è davvero giovane e se la carriera della Kostner è di qualche indicazione..c'è speranza signori, c'è speranza.

Per la classifica generale...

1Saverio GIACOMELLI
2Filippo AMBROSINI
3Nikita REVINE
4Alessandro PEZZOLI
5Cesare BELLOMO

Sul sincro, scusatemi ma non mi pronuncio. A, perché non me ne intendo più di tanto. B, perché dopo aver visto le squadre svedesi americane e russe...beh lasciamo perdere...

In conclusione bei nazionali, meno scontati di quanto non si pensasse.

Per ora dalla pista è tutto...


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sabato 13 dicembre 2008

Neve, nevicate e tormentoni...quando si pecca di Ubris

§Pattini d'argento§

Quest'anno ho festeggiato il compleanno più lungo di sempre. Nel senso che causa neve insistente e persistente ho rimandato ripetutamente i festeggiamenti...fino a oggi...e di nuovo nevica!!
Qualcuno potrebbe pensare a un caso...ma io so che tutto è successo perché esattamente tre settimane fa mi sono lamentata con Lalla che non ci sono più gli inverni di una volta ricordando quando la mia città natale era stata sommersa dalla neve a Natale...
Ebbene sì ho peccato di Ubris...ovvero di presunzione...la stessa di cui Ulisse si macchiò pregiudicandosi il ritorno nella patria Itaca. Ecco a me è stato pregiudicato il ritorno alla patria Lozzola...Capisco che non ha la stessa valenza mitica ma insomma...

Ora però cose serie...rimanendo sul ghiaccio...e sempre in tema di Ubris...ecco un'interessante intervista di Johnny che amette di aver peccato di Ubris (bè non con parole così elevate) e promette di fare meglio...



Si tratta dell'intervista dopo il programma corto alla Finale di Grand Prix dove a tradirlo è stato proprio il suo famosissimo e solidissimo triplo Axel..."Ho voluto strafare...volevo così tanto lasciare questo pubblico incredibile a bocca aperta che mi sono dimenticato di pensare a quello che stavo facendo sul ghiaccio"
Ehm Johnny caro mi sembra di averla già sentita questa...comunque ode a Johnny il "senza filtro" (leggi "sincero"...bè se siamo in un mito greco ci vuole per forza l'epiteto) e alla sua rinascita. Nel programma libero ha fatto meraviglie...

E ha vinto il bronzo alla finale di Grand Prix!

1) Jeremy Abbott (237.72)

2) Takahiko Kozuka (224.63)

3) Johnny Weir (215.50)

4) Tomas Verner (206.65)

5) Patrick Chan (205.16)

E' la prima volta che non sc***a ehm coff coff...che va bene in una finale di Grand Prix...e contate che partiva dal quarto posto nel corto!! Del resto si era capito dopo la conferenza post short program che aveva voglia di riscattarsi..
Va poi detto che intervistato al suo arrivo in aeroporto sull'esito della gara femminile ha azzeccato il pronostico dicendo che pur amando alla follia Yu Na Kim secondo lui avrebbe vinto Mao Asada...

Ma ancora più emozionante è stato vedere quanto bene hanno pattinato Fede e Massi (Faiella Scali) conquistando addirittura un terzo posto nell'original (il mio preferito di sempre)

Pl. Name Nat. TSS= TES+ PCS+ SS MO PF CH IT Ded. StN.
1 Isabelle DELOBEL
Olivier SCHOENFELDER
FRA 60.35 29.80 30.55 8.00 7.90 8.15 8.15 8.05 0.00 6
2 Oksana DOMNINA RUS 59.33 29.80 29.53 7.75 7.65 7.80 7.80 7.85 0.00 5
3 Federica FAIELLA
Massimo SCALI
ITA 57.89 29.90 27.99 7.25 7.20 7.40 7.40 7.55 0.00 4
4 Tanith BELBIN
Benjamin AGOSTO
USA 57.33 28.30 29.03 7.65 7.45 7.80 7.70 7.65 0.00 1
5 Meryl DAVIS
Charlie WHITE
USA 55.89 28.00 27.89 7.30 7.25 7.40 7.35 7.40 0.00 2


E un quarto posto finale!! Non solo non hanno peccato di Ubris ma hanno ottenuto quello che meritavano (mah io una medaglia l'avrei anche data, ma si sa come vanno le cose nella danza...)
Complimenti ragazzi!

ma soprattutto...quanto sono grandi i koreani???? Guardate un po'...



Ovviamente VOGLIO la tazza con johnny-chan!

E per chi vuole altri dati per elucubrare a dovere sulla gara...si volti la pagina!!
. Ecco il link alla pagina ISU dei risultati con tutti i pdf e i punteggi... Continua...Read more!

martedì 8 aprile 2008

Goteborg backstage!

§Pattini d'argento§

Ecco le prime foto "ufficiali" da Goteborg. Grazie a Caroline a Ralf (dankeshen!!)

La splendida vista dall'alto del bar panoramico dell'Hotel Gotha Towers. Per arrivare in cima c'era un ascensore panoramico vertiginoso...eravamo tutti appiattiti contro le pareti eh eh...

Di nuovo lo Scandinavian, la mitica pista di Goteborg, sotto una coltre di neve e di gelo!

La nostra "squadra" italiana....con Fede e Massi! (Federica FAIELLA / Massimo SCALI)

Carolina Kostner e Tomas VERNER

I canadesini Jessica Dubé and Bryce Davison con la meritatissima medaglia


Brian JOUBERT e Valentina MARCHEI (per rispondere alla domanda di Daphne...)


John Kerr (coppia Sinead KERR / John KERR) e...lo spirito della tradizione giapponese!


Charlie White il nuovo fenomeno della danza su ghiaccio americana (coppia Meryl DAVIS / Charlie WHITE)



Kristoffer BERNTSSON il pattinatore di casa Svezia...

Di nuovo Kristoffer Berntsson...assorto...

Dalla Russia con amore...Jana KHOKHLOVA / Sergei NOVITSKI

Joubert dopo la cerimonia di premiazione...non esattamente entusiasta...


E ora naturalmente quello che tutti voi aspettavate (o temevate..)...Johnny, Johnny e Johnny!


Johnny con il suo nuovo Cheburaska gigante, dono delle fan giapponesi


Johnny con Jeffrey BUTTLE e Brian Joubert durante la conferenza stampa post podio


Johnny con Jeffrey Buttle e Daisuke TAKAHASHI dopo il programma corto

Johnny e la sua "small" medal...

Per ora è tutto!

Umore: obsessive fan...
Bax
Saki



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