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sabato 16 febbraio 2008

Il segreto di Johnny...

§Pattini d'argento§


I mondiali di Goteborg si avvicinano. E io ci sarò! Non ci avrei scommesso un H.
E a proposito di questo, chi mai scommetterebbe un H su qualcosa? E soprattutto quanto vale un H? E se vinci cosa ottieni in cambio? Una I o una L? O magari una Z?
I detti emiliani sono anche più difficili da decifrare delle emiliane...

Ma passiamo a cose più importanti, naturalmente rimanendo in tema pattinaggio...

Come ogni anno quando si avvicinano le grandi competizioni, vengono fuori gli "altarini". Ovvero tutto quello che non si è saputo delle ultime competizioni e che potrebbe essere determinante per le prossime. Ovvero il motivo per cui Johnny Weir non è andato ai Quattro continenti (dove tre l'altro Lysacek si è classificato terzo) e forse quello per cui non ha vinto i Nazionali, errori di calcolo a parte.

Si è scoperto che tre giorni prima dei Nazionali americani, il nostro cignetto isterico Johnny si è infortunato alla schiena. Invece di allenarsi prima di partire per Saint Paul è stato sottoposto a diverse sessioni di terapia intensiva, ma nonostante questo il giorno della partenza per i campionati non riusciva neanche a sollevare la sua valigia.
Galina (la sua allenatrice) e Viktor (Petrenko) lo hanno accompagnato nel viaggio senza lasciarlo un secondo neanche dopo l'arrivo a Saint Paul facendo di tutto per non far trapelare la notizia del suo infortunio.
Se vi state chiedendo perché, significa che non state tenendo conto del fatto che il pattinaggio è uno sport in cui il punteggio è assegnato da una giuria di esseri umani. Ammettere di essere infortunati e dunque non in perfetta forma equivale a dimezzare le proprie probabilità di vittoria: i giudici cercheranno istintivamente nel vostro programma e negli elementi tecnici che eseguirete le tracce del vostro infortunio. Nessuno può pattinare al meglio se sta male, dunque a meno probabilità di vincere di uno che sta bene. E considerando che Johnny partiva già svantaggiato agli occhi dei giudici nel confronto con il "fidanzato d'America" Lysacek, ha ben pensato di mettere in atto una delle sue strategie.
Ovvero, per distogliere l'attenzione dal suo infortunio e da tutti i particolari che avrebbero potuto rivelarlo, ha giocato più che mai a fare "Johnny la diva".
Il fatto che i suoi bagagli fossero portati da Petrenko e la borsa con costume e pattini da Galina? "Mi piace essere coccolato prima di una gara"
Il fatto che durante le sessioni di allenamento non ha provato neanche un salto e solo accennato la coreografia dei suoi programmi? "Non volevo rovinare il mio nuovo costume da allenamento cadendo su un salto che tanto so di saper fare. Sapete quanto ci ho messo a cucire tutte quelle paillettes?".
Il fatto che andasse e venisse dalla pista in macchina invece che in pullman come tutti gli altri? "Non sono come tutti gli altri. Non sono un tipo di compagnia, ho bisogno della mia privacy"
In realtà Johnny si è sottoposto segretamente a varie ore di terapia durante tutta la sua permanenza a Saint Paul fino a meno di un'ora prima di entrambi i suoi programmi di gara.
"Non ho detto a nessuno dell'infortunio perché non volevo che anche questo diventasse oggetto di speculazioni o critiche. Per Johnny Weir è vietato presentarsi a una competizione dicendo che è infortunato. E' sicuramente una scusa perché sa già che non sarà all'altezza. O un modo per influenzare i giudici perché sa di non poter vincere in modo onesto. O un mezzuccio per attirare l'attenzione perché è il solito ragazzino viziato. O tutte e tre le cose"
Subito dopo il suo programma corto Johnny è tornato in ospedale e da lì ha seguito la fine della competizione.
Prima del programma lungo, altra sessione di terapia.
"Nonostante tutto ero fiducioso. Potevo essere più forte del mio infortunio, se non pensavo al fatto che non sentivo braccia e gambe a causa della terapia. Prima di scendere in pista ho guardato il ghiaccio cercando di stabilire un contatto, di dirgli "sei mio", ti domino".
A quanto pare ha funzionato.
"Riuscire a completare quel programma, a pattinare come ho pattinato, nonostante tutto, ottenere quel punteggio, è stato incredibile. Ero così felice che davvero non me ne poteva fregare di meno del piazzamento finale".

Bella storia edificante? A me sembra l'ennesima riprova che per gareggiare ad alto livello in uno sport molto competitivo devi avere una vena di follia. Competere con un infortunio del genere rischiando la paralisi? Nel mondo dei "normali" è da fuori di testa. Nel mondo del pattinaggio è assolutamente normale. Johnny non è il primo né l'ultimo che fa qualcosa del genere.
Oksana Baiul (campionessa olimpica e forse non casualmente allenata sempre da Galina...) eseguì il suo programma libero con un'evidente fasciatura rigida al polpaccio, durante l'allenamento del giorno prima un'altra atleta le aveva letteralmente tranciato la gamba con la lama del pattino. Ritirarsi? Non è contemplato.
Elvis Stoiko pattinò alle Olimpiadi con un infortunio all'inguine, 40 di febbre per un'influenza intestinale e una caviglia incrinata. E in queste condizioni eseguì due quadrupli. Vincendo la medaglia d'argento.
Alexei Yagudin ha pattinato per anni con un serio problema all'anca, continuare a eseguire quadrupli ha lentamente consumato la cartilagine intorno alle ossa e poi le ossa stesse. Avrebbe dovuto operarsi già nel 2000, ma sapendo che non avrebbe più potuto pattinare ad alti livelli ha aspettato fino al 2007. Nel frattempo ha vinto tutto quello che c'era da vincere. Più volte.
Questi i primi che mi sono venuti in mente, ma il mondo del ghiaccio è pieno di storie del genere.

E ora per risollevare l'atmosfera, qualche nuovo Weirismo!

Su come Johnny ha passato il Natale:
"E' stato fantastico passare il Natale a casa quest'anno, perché ho ricevuto esattamente quello che volevo: una Swiffer WetJet! Naturalmente ero anche felice di rivedere i miei..."

La descrizione del suo programma corto ai Nazionali:
"La telecamera stacca su di me, sono in piedi al centro di un immenso ovale di ghiaccio nell'ennesima tutina aderente coperta di brillantini mentre aspetto di sentire le prime note di una musica dolce, tintinnante, suonata al pianoforte. Dopodiché pattino divinamente"

Sul suo secondo posto ai Nazionali:
"Il monitor mostrava lo stesso punteggio sia per me che per Evan, ma mi fido poco della tecnologia perciò non riuscivo a capire. Poi è venuto fuori che ero secondo. Non avrei mai pensato ci potesse essere un ex-equo con il nuovo sistema di punteggio, ma a quanto pare tutto è possibile. Accetto il secondo posto. Non mi ci metto neanche a tentare di battere un computer, perciò mi accontento di sapere che ho vinto l'argento e non l'oro. Con questo sistema il computer ha sempre ragione. Lasciatemi dire però che è una cosa da pazzi"

Sulle manifestazioni di protesta per il suo secondo posto ai Nazionali:
"Ho saputo che c'è gente che si è messa a rifare manualmente tutti i calcoli e altri che hanno messo in dubbio la credibilità e l'accuratezza dei sistemi di calcolo computerizzati. Ma il risultato mi va bene e se va bene a me dovrebbe andare bene a tutti. Se non vinci oggi, impegnati di più e vincerai domani"

Sul fatto che non ha lasciato la pista tra il programma libero e l'esibizione finale che si teneva dopo 3 ore.
"Ho preferito rimanere alla pista e riposarmi su un divanetto. Non avrei mai avuto la forza di tornare fino all'albergo, che era a ben 5 minuti di distanza dalla pista!"

Sui prossimi mondiali in Svezia.
"Sono di origini norvegesi e quindi scandinave perciò sono felicissimo di gareggiare in Scandinavia, sarà come giocare in casa e poi in Svezia non ci sono mai stato!"

Sulla rivalità con Lysacek:
"Dateci un taglio. Sì, gareggiamo l'uno contro l'altro. No, nessuno dei due vuole perdere. Sì, dobbiamo farci i conti. Sì, parliamo l'uno dell'altro. No, non saremo mai migliori amici. E' uno sport. Ci alleniamo duramente tutti e due, facciamo tutti e due del nostro meglio in gara, siamo tutti e due americani, ta-daaa!"

Sulla sua pettinatura "spettinata" ai Nazionali:
"I capelli sono un'altra di quelle cose divertenti, per gli altri, che mi capitano continuamente. Tipo quando inciampo salendo le scale o rovescio il caffè sui sedili della macchina. Sono tipiche manifestazioni del mio essere"




Sui suoi commenti:
"Faccio di tutto per non dire niente di avventato o stupido. Ma se per caso l'ho fatto e ho offeso qualcuno, scusatemi. Del resto non dicono tutti che sono uno che "ostenta e fa la diva"? Devo mantenere la mia reputazione".

Umore: Sfatta

Bax
Saki
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domenica 27 gennaio 2008

La strada per il titolo impone di girare 4 volte

§Pattini d'argento§

4 giri. In aria. Traduzione 1 salto quadruplo. E' quello che serve a Johnny se vuole riconquistare il titolo nazionale. Ormai mancano poche ore al momento decisivo. Johnny scenderà in pista dopo Evan Lysacek, proprio come l'anno scorso, quando pattinò in modo disastroso.
Il fantasma di questo passato recente non sembra però pesargli sulle spalle. Anzi sembra dargli nuova carica.
Almeno è quello che è successo con il programma corto.

Mancavano pochi minuti alla discesa in pista e Johnny si stava riscaldando.
Un giornalista della NBC (broadcaster dell'evento) si è piazzato a pochi passi da lui e ha iniziato la diretta:
"Tra pochi minuti vedremo in pista Johnny Weir che l'anno scorso ha deluso tutti pattinando nel peggior modo possibile e lasciando partita vinta all'ottimo Evan Lysacek per la conquista del titolo nazionale. Reggerà la pressione o si scioglierà sul ghiaccio ancora una volta?".
"Quando l'ho sentito la mia prima reazione è stata quella di mandarlo al diavolo. Poi mi sono detto 'Ah la pensi così? Vediamo cosa dici dopo che ho pattinato'"
In effetti con il suo programma corto ha messo a tacere tutti i suoi critici. E lo ha fatto con un sorriso. Quello sereno e finalmente soddisfatto con cui ha chiuso il suo programma.


"Ero nervosissimo in realtà. Mi sono fatto il segno della croce prima di iniziare e dopo. E non sono neanche religioso!"

La foto di johnny che manda un bacio al cielo ha già fatto il giro di tutte le agenzie.



L'enfant terrible del pattinaggio è tornato. E alla carica.
Quindi per nostra gioia ecco qualche weirismo nuovo di zecca....

Durante la conferenza stampa seguita al programma corto gli è stato chiesto qual era la sua soluzione per alzare gli ascolti del pattinaggio, in costante calo dopo anni di grandi successi.
"Mi spiace ma non ho intenzione di fare a botte e neanche di colpire qualcuno sul ginocchio con una spranga di ferro"
(riferimento all'episodio che vide Tonya Harding pagare l'ex marito per mettere fuori gioco la sua rivale di sempre Nancy Kerrigan. Gli ascolti del pattinaggio quell'anno batterono quelli del super-bowl)

Un altro giornalista gli ha chiesto perché pensa di non essere apprezzato in America, in particolare dalla Federazione.
"Mi vedono come un esibizionista, uno che fa la 'diva'. Non sono molti quelli che mi vedono come un modello da imitare...ho una personalità difficile da digerire".

A un giornalista che sottolineava come gli ascolti della categoria maschile siano migliorati da quando ha iniziato a pattinare.
"Mi piacerebbe poter dire che sono il pattinatore che riporterà in auge il pattinaggio. Ma non sono il tipo che può avvicinare la massa a questo sport. Non sono un pattinatore 'da famiglia'. Non posso piacere ai genitori, ai nonni, alla sorellina e al fratello gay".

Sul fatto che il pattinaggio femminile americano non attira più gli spettatori di un tempo:
"Ora come ora in America abbiamo delle bambine che competono nella categoria femminile. Non ci sono stelle al pari di Katarina Witt o Oksana Baiul, atlete capaci di calamitare l'attenzione. Sono tutte così piccole...certo non attirano i ragazzi che aspettano di vedere una bella ragazza pattinare in minigonna"

Sui cambiamenti fatti nella sua vita e in particolare sul trasferimento nel New Jersey, lontano dalla sua famiglia.
"La prima settimana da solo nel mio nuovo appartamento ho dormito con un enorme coltello da cucina sul comodino"

Insomma Johnny ha ritrovato il suo MOJO, come lo chiama lui...la sua anima. E se avessimo avuto dei dubbi bastava dare una sbirciata agli allenamenti di ieri per il libero. Tutti gli altri si sono presentati in maglietta e pantaloni. Lui che nella suddetta conferenza stampa aveva dichiarato di sentirsi particolarmente patriottico grazie a Hillary e Obama...si è presentato in una tuta all black con una bandiera americana sulla spalla...fatta di paillettes! Ah naturalmente sopra aveva l'immancabile piumino smanicato super aderente nero lucido...con marca russa bella in vista...


Che dire speriamo che il suo MOJO continui a sorridere a lungo...

Bax
Saki
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giovedì 17 gennaio 2008

Evan, il costume di Michael Jackson e altri weirismi

§Pattini d'argento§

Avevo giurato che avrei aspettato ancora qualche giorno prima di riparlare dei nazionali americani, ma ho beccato per caso quest'intervista della NBC a Evan Lysacek e non ho potuto esimermi.
DOVEVO farvelo vedere.
Vi ricordo che lui è quello che sostiene che i pattinatori devono avere un look "mascolino" sul ghiaccio e che i costumi sono solo un "ornamento inutile" e che il pattinaggio "è uno sport non uno spettacolo"...ehm...
Ora, quando lo guardate, provate a non urlare.

Pareva un'impresa quasi impossibile creare un costume più kitch di quello che Michael Jackson ha usato per Thriller (qualcuno ha detto a Lysacek che il suo costume è una parodia di Thriller e non di Billie Jean, che è la musica su cui pattina?? Vabbè...)

Per quanto riguarda l'intervista...carina la domanda dell'intervistatore
"L'anno scorso eri tu che cercavi di tirare giù dal podio 'qualcuno' (ehm...cos'è vige la regola non nominare il nome di Weir invano?) quest'anno immaginerai che la maggior parte dei tuoi avversari (ma chi? Cioè siamo realisti a parte Weir e Lysacek il pattinaggio maschile americano è più piatto di Nicole Kidman...) ti si piazzerà alle spalle alla fine del mese con l'intenzione di colpirti (ehm...) questo ti fa sentire sotto pressione?"
"No, per niente. Sono allenato a non pensarci..."

Il sottotesto è tutto vostro...

Altra domanda interessante:
"Fra due anni ci sono le Olimpiadi, cosa provi al pensiero di competere a quel livello?"
(ehm...qualcuno può spiegargli che la squadra olimpica non è ancora stata fatta?)
"Sì è vero sono vicine e non vedo l'ora, comunque prima ci sono i Mondiali in America da vincere".

A questo punto per par condicio riporto la risposta di Johnny Weir a una domanda simile:
"Fra due anni ci sono le Olimpiadi, pensi che ci arriverai?"
"Penso che arriverò a vincerle"

E in chiusura dato che odio l'imparzialità...un paio di weirismi!!!

Sul fatto che la Federazione Americana ha fatto chiaramente capire che preferirebbe non averlo in squadra, e che molti lo considerano "un punk strafottente e sfrontato" (Johnny Rotten o Johnny WeirD, la d c'è ma non si pronuncia secondo i suoi detrattori, scegliete il vostro nomignolo preferito...)

"Quelli della Federazione non fanno che chiamarmi per lamentarsi. Non gli piacciono i miei capelli. Non gli piacciono i miei vestiti. Non gli piacciono i miei programmi. Non gli piacciono le mie musiche. Pattino in modo troppo russo. Troppo gay. Troppo frivolo.
Ma io amo il balletto classico. Amo la musica classica.
E' con queste cose che faccio venire giù lo stadio"

"L'anno scorso gli ufficiali della federazione americana mi hanno obbligato ad andare a un campo di correzione dove avrebbero dovuto insegnarmi a trattare con la stampa. Non avevano apprezzato il fatto che avessi definito il mio costume del libero 'un ghiacciolo cocainomane', ma l'ho disegnato io quindi posso definirlo come voglio, no? (...)
Comunque ho imparato un sacco di cose utili. Ad esempio che 'adoro i bagel con la crema alle fragole' (...)
E poi che dovrò faticare il doppio, rispetto agli altri, per avere arrivare dove voglio. Peggio per loro.
Se avessi tutto il supporto e l'amore che la Federazione (americana) dà agli altri (vedi Lysacek) mi sentirei spronato a fare meglio.
Ma per come stanno le cose mi sento solo spronato a battere i loro beniamini
"

Che dire...

Arrivederci alla prossima puntata di
"Sparate sul ghiaccio"

BAx
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